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19 gennaio 2011

Crescono le proteste degli studenti in tutto il Nordafrica

Proseguono gli scontri in tutto il nordafrica per la disoccupazione e l’aumento del prezzo dei generi alimentari, gli studenti decidono di scioperare e le università rispondo siglando un accordo di cooperazione internazionale. Il 16 Gennaio le università di Marocco, Libia, Tunisia, Algeria e Mauritania hanno siglato un patto per garantire la cooperazione e l’integrazione accademica tra gli atenei dei rispettivi paesi, il tutto è avvenuto in un clima non certo disteso e rilassato.

Mentre i cinque stati del Maghreb nordafricano arabo firmavano l’impegno alla collaborazione, violenze, disordini e scioperi da parte di studenti e laureati disoccupati si sono diffusi in tutta la regione.

Il 10 gennaio infatti il governo tunisino aveva ordinato la chiusura a tempo indeterminato di tutte le scuole e le università a seguito delle violente rimostranze dei laureati disoccupati che non hanno esitato letteralmente a darsi fuoco per alzare i toni della protesta; alcuni ambulanti e studenti si sono lasciati infatti divorare volontariamente dalle fiamme.

Nel suo discorso quel giorno alla nazione, il presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali ha promesso di creare nuovi posti di lavoro cercando di rassicurare la giovane popolazione. “Proseguiranno gli sforzi per cercare di impiegare il maggior numero possibile di laureati disoccupati. Questo impegno riguarderà anche i laureati il cui periodo di disoccupazione è superiore a due anni. Il tutto avverrà prima del 2012 e la capacità totale dell’occupazione in questo periodo aumenterà di 300.000 nuove unità legate ad altrettante opportunità di lavoro” ha promesso Ben Ali.

Lo stesso giorno, le associazioni studentesche della Mauritania hanno lanciato uno sciopero per protestare contro ciò che essi affermano essere il “peggior deterioramento mai avuto nel paese per le condizioni di vita e l’educazione degli studenti africani”. Hanno avvisato che lo sciopero intrapreso sarà fra i più grossi mai realizzati nella storia universitaria mondiale.

In Algeria invece la vita sta gradualmente tornando alla normalità dopo i violenti scontri che si sono conclusi con un bilancio di 5 morti e 800 feriti. Le violente proteste iniziarono il 5 gennaio, in risposta all’aumento dei prezzi alimentari, e si diffusero rapidamente in tutto il paese.

Il tasso di disoccupazione secondo l’associazione araba Labor Organization risulta essere al 19%, una cifra che farebbe girare la testa a qualsiasi paese occidentale, mentre in Marocco il livello è ancora più alto e si attesta attorno al 26%.

La mancata corrispondenza tra competenze ed economia del paese che necessiterebbe prevalentemente di istruzione per il settore terziario, causa un sacca di disoccupati in continua espansione, il rapporto della Labor Organization ha chiosato causticamente affermando che le riforme parziali degli ultimi dieci anni sono risultate dei colossali fallimenti e che non sia possibile continuare così.

L’accordo fra i cinque stati è stato siglato proprio nell’ottica di uscire da questa grave situazione di stallo e prevede anche un piano per la ricerca scientifica sulle fonti energetiche rinnovabili in collaborazione con l’Egitto.

Moawad Hassan Abdel Al, ex presidente di Mubarak City, istituto per la ricerca scientifica e tecnologica egiziana ha affermato a riguardo “Sappiamo che il problema della disoccupazione colpisce tutti i paesi del mondo, non solo i paesi del Maghreb, però ‘stato rilevato che il 94% dei disoccupati magrebini sono nella fascia di età che va dai 15 ai 29 anni, il che riflette una mancanza di coerenza dei piani di istruzione alle esigenze del mercato del lavoro. Se il problema sostanziale e grave della disoccupazione dei laureati non verrà risolto attraverso la riforma dell’istruzione superiore, esso si trasformerà in una bomba ad orologeria con conseguenze gravissime“.

Claudio Capanni

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