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7 marzo 2011

Il contrattacco degli universitari: prossima mossa un referendum per abrogare la Riforma Gelmini

Dopo le tante polemiche, le occupazioni, i presidi, gli scontri (più fisici che ideologici) gli studenti non demordono, e in nome di un diritto allo studio e ancor più del diritto ad una carriera universitaria annunciano la nuova iniziativa: una raccolta firma, ne servono 500.000, per chiedere un referendum popolare che abroghi interamente la Riforma Gelmini.

L’idea arriva dall’Università di Bologna, che farà anche nascere un comitato di docenti, precari e studenti appoggiato da tre personalità illustri della cultura italiana, ma i cui nomi verranno resi noti nei prossimi giorni.

All’inizio pensavamo a una serie di quesiti che coinvolgesse anche il mondo della scuola e quello dei teatri. Ma i problemi di quei settori vengono dalla Finanziaria, legge che non può essere abrogata. – ha detto il professore Matteuzzi , docente dell’Alma MaterPer questo abbiamo deciso di andare avanti da soli. Il quesito sarà molto semplice e chiederà l’abrogazione di tutta la legge“.

La raccolta delle firme partirà ad Aprile e da Bologna verrà diffusa in altre trenta università italiane sparse sul territorio.

Il numero di firme da raggiungere, non preoccupa gli organizzatori, forti delle centinaia di migliaia di persone scese in piazze negli scorsi mesi in favore delle causa. Il vero problema resta la convalida delle firme. Operazione complessa, dalla quale dipende la buona riuscita dell’iniziativa, per cui “chiederemo aiuto ai partiti che si sono detti contrari alla Riforma Gelmini“, ha detto Matteuzzi.

Attenzione, però, a non illudersi. La strada dei referendum in Italia è lunga e soprattutto, una volta raggiunto l’obiettivo, non è detto che lo si vinca, visto il disinteressamento dilagante dell’opinione pubblica.

Irene Cassaniti

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