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15 marzo 2011

VELORUTION: la rivoluzione della bici

Da anni l’uso della biciletta sta aumentando in Francia. E a Parigi si moltiplicano le inziative in favore di questo mezzo di trasporto ecologico.Quando i percorsi ciclabili permettono di spostarsi in ogni angolo della città, e quando il servizio di bike sharing funziona alla perfezione, spostarsi in bicicletta diventa una piacevole alternativa alla metro, l’autobus e sparatutto alla macchina.

In questo clima “ecologista” il collettivo Velorution- la rivoluzione della bici- di Parigi sta trovando negli ultimi anni un numero sempre più alto di sostenitori. L’omonima iniziativa che si svolge ogni primo sabato del mese è aperta a qualsiasi tipo di veicolo “mosso dalla forza umana”: bici, tandem, pattini, monopattini. La“masse critique de Paris” non è autorizzata dalla Prefettura, ma le iniziative si svolgono solitamente senza causare troppi problemi al traffico, e quindi senza interventi della polizia.

Se possedete una bici, occasione di un mercato delle pulci, basta andare all’atelier vélorutionnaire parisien creato nell’edifico occupato dal collettivo “jour & nuit”, nei pressi del Trocadero. Un’atelier che vive grazie all’aiuto reciproco di tutti coloro che vi partecipano : consigli tecnici su come riparare una bici, scambio di pezzi e attrezzi.

Chiunque possiede una bici non funzionante e che non utilizza più, può recarsi all’atelier aperta ogni domenica dalle 14 alle 19, per dargli una seconda vita.

Ma essere proprietari di una bici a Parigi non è necessario: il sistema di bike sharing chiamato « Velib » conta più di 162.00 abbonati, con un aumento di circa l’11% nell’ultimo anno. Dal luglio 2007, anno di nascita del servizio, sono stati creati 80 milioni di percorsi.

Un sistema comodo per spostarsi facilmente in città. Sono tre i tipi di abbonamenti possibili: il giornaliero, il settimanale e l’annuale che costano rispettivamente 1 euro, 5 euro e 29 euro e che permettono un utilizzo gratuito per la prima mezz’ora. Basta quindi cambiare bici in uno dei punti disseminati per la città (e ce ne sono veramente tanti) ogni trenta minuti, per spostarsi “ecologicamente” e spendendo poco.

Benedetta Michelangeli

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