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15 aprile 2011

Università di Padova : Centro Chirurgia Bariatrica

Viene inaugurato oggi presso l’Università degli Studi di Padova il Centro per lo studio e il trattamento integrato dell’obesità, nuovo polo di eccellenza per la gestione di una patologia considerata una vera emergenza a livello mondiale da parte della comunità scientifica internazionale.

Il presidio, che si candida a diventare uno dei punti di riferimento per tutto il Nord-Italia, dispone di una struttura innovativa con attrezzature all’avanguardia, in particolare per la cura delle persone con forme di obesità che, oltre ad un indice di massa corporea di un certo tipo, presentano numerose complicanze tra le quali il diabete, l’ipertensione e problemi cardiovascolari.

In casi come questi l’opzione chirurgica risulta una delle soluzioni terapeutiche più efficaci a garantire un miglioramento della qualità della vita. In tal senso è orientata l’attività del Centro che affiancherà all’esperienza di professionisti specializzati nell’individuazione e nella realizzazione delle diverse tipologie di interventi di chirurgia bariatrica la disponibilità di macchinari medici all’avanguardia.

Il Centro per lo studio e il trattamento integrato dell’obesità dell’Università di Padova sarà strutturato in vari reparti, ciascuno dei quali comprenderà risorse tecnologiche e supporti diagnostici finalizzati ad un inquadramento clinico definito sulla base delle caratteristiche specifiche di ogni persona. I percorsi terapeutici proposti prevederanno – oltre alla presa in carico del paziente – anche l’analisi e il trattamento di tutti gli aspetti correlati all’obesità e all’assistenza pre e post intervento. Per fare ciò verranno create delle equipe di specialisti in grado di seguire i pazienti sulla base di un approccio integrato e multidisciplinare (psichiatra, psicologo, internista, pediatra, nutrizionista, esperto di scienze motorie, epidemiologo).

Roberto Vettor
, Professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Padova e Presidente della Società Italiana dell’Obesità (SIO) illustra come il Centro tratterà i pazienti: “Gestire correttamente un paziente obeso – spiega il professore – significa conoscerne le caratteristiche individuali e, dopo un’accurata anamnesi e un’indagine clinica approfondita, calibrare le cure basandole sulle peculiarità cliniche individuali, in modo da poter scegliere una terapia dietetica o farmacologica per i casi di obesità lieve, oppure, nei casi di obesità grave, proporre e organizzare l’intervento di chirurgia bariatrica”.

Al fine di garantire un’assistenza ottimale, in termini di appropriatezza clinica e organizzativa, la struttura sarà quindi composta da: un’area funzionale internistica, dotata dei dispositivi necessari al completo inquadramento della patologia; un’area funzionale di chirurgia bariatrica; un’area funzionale di scienze della nutrizione, per offrire un supporto nutrizionale nella fase post-operatoria; un’area funzionale di Psichiatria, di Scienze Motorie e di Pediatria.

“L’obesità è una patologia subdola e complessa che non deve essere sottovalutata o ridotta a una mera questione di natura estetica”, afferma l’On. Francesca Martini, Sottosegretario di Stato per il Ministero della Salute. “E’ necessario promuovere dei progetti importanti, come quello presentato oggi a Padova, al fine di migliorare le aspettative di vita di tutte le persone che soffrono di questa patologia, garantendo così il diritto alla Salute di quel 10% della popolazione italiana che subisce direttamente questo problema”.

Recenti stime posizionano il Veneto tra le Regioni con un maggior numero di persone obese e con circa 500.000 cittadini affetti da problemi di peso. Un dato allarmante che richiede una sinergia tra mondo accademico, scientifico e delle Istituzioni per la realizzazione di iniziative concrete, in grado di individuare soluzioni urgenti al problema.

“Obesità e sovrappeso non incidono in maniera negativa solo sulla salute pubblica, ma comportano ricadute anche sulla spesa del Servizio Sanitario Nazionale e quindi sui conti delle Regioni, sottolinea Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto. “Anche i dati relativi alla diffusione dell’obesità nella nostra Regione confermano un’alta incidenza della patologia, con un costo sociale di circa 674 milioni Euro per quasi 500 mila veneti obesi. Una spesa rilevante e gravosa che può e deve essere ridotta anche grazie al contributo di strutture altamente specializzate come il Centro per lo studio e il trattamento integrato dell’obesità dell’Università di Padova. Un Centro che ci rende particolarmente orgogliosi ma al tempo stesso ci riconosce grandi responsabilità nei confronti di tutti i cittadini del territorio”.

Secondo i dati comunicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, attualmente al mondo vivono circa 300 milioni di persone obese, mentre si raggiunge il miliardo se si considera il numero di adulti “semplicemente” in sovrappeso. Si tratta di un’emergenza sanitaria globale, un’epidemia in ascesa che accomuna tutte le aree geografiche del pianeta, senza risparmiare l’Italia: nel nostro Paese, infatti, sono 5 milioni i cittadini obesi e circa 16 milioni gli adulti in sovrappeso.

“E’ fondamentale che l’impegno delle Istituzioni ad attivarsi per affrontare e risolvere le grandi emergenze sociali come l’obesità si traduca in una piena collaborazione a livello nazionale e locale” afferma il Sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. “I cittadini devono poter contare sulla capacità, la disponibilità e la serietà di medici e strutture in grado di tutelarli e consigliarli nel modo più corretto, continuando a fare del nostro Paese un esempio per quanto riguarda l’eccellenza e la qualità dei professionisti che operano ogni giorno sul territorio”.

Anche il Vice Presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati, l’On. Carlo Ciccioli, è intervenuto sull’argomento: “Per poter fronteggiare in maniera adeguata la natura articolata dell’obesità, si rende necessario e urgente un confronto organizzativo, culturale e normativo da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo di presa in cura del paziente obeso. Istituzioni e mondo scientifico devono continuare a investire in progetti simili a quello presentato oggi a Padova, poiché solo un approccio sinergico può garantire una soluzione concreta a questa grave emergenza sanitaria”.

L’inaugurazione del Centro per lo studio e il trattamento integrato dell’obesità rappresenta dunque un importante dimostrazione della concreta mobilitazione del mondo scientifico contro la patologia. “La realizzazione di questo nuovo Centro presso l’università di Padova conferma il sostegno che l’Università può offrire nella cura della patologia, sia in termini di investimento nella ricerca, sia nella formazione di figure professionali qualificate, in grado di valutare in maniera corretta il paziente obeso, individuando la cura più appropriata e ricorrendo, ove necessario, al trattamento chirurgico”, sostiene il Prof. Giuseppe Zaccaria, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova.

“Grazie alla nascita di questa importante struttura il Veneto intende offrire un valido supporto clinico a tutti i gli abitanti della Regione, ma anche a tutti quei cittadini con problemi di obesità residenti nel Nord Italia e che hanno bisogno di assistenza qualificata e specifica”, evidenzia Domenico Mantoan, Segretario regionale per la Sanità. “Le cure offerte dallo staff del Centro dell’Università di Padova, infatti, oltre a garantire un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, favoriranno una riduzione delle spese affrontate da coloro che, fino ad oggi, sono stati costretti a migrare altrove per sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica”.

Un’iniziativa dunque – quella della creazione del Centro per lo studio e il trattamento dell’obesità dell’Università di Padova – che ha incontrato il favore di tutti coloro che sono impegnati a lottare quotidianamente contro la diffusione dell’obesità e che studiano soluzioni finalizzate a contenere ed arginare un fenomeno ancora più preoccupante se si considera che un bambino su quattro dai 6 ai 17 anni è obeso (rilevazioni dell’Istat) e che tale tendenza è allarmante proprio perché legata alle generazioni più giovani, gli adulti di domani.

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