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16 aprile 2011

Università di Sassari : Ricercatori Sardi

UN GRUPPO DI RICERCATORI SARDI DELLE UNIVERSITA’ DI SASSARI E CAGLIARI HANNO IDENTIFICATO IL MICROBATTERIO CHE E’ IL PROBABILE FATTORE SCATENANTE DELLA SCLEROSI MULTIPLA.

Il Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis (Map) che causa la paratubercolosi nei ruminanti potrebbe essere una delle cause della sclerosi multipla. I primi risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale “PLoS ONE”.

Un gruppo di ricercatori sardi delle Università di Sassari, appartenenti al dipartimento di Scienze Biomediche, e di Cagliari hanno identificato una proteina del Map altamente omologa a una proteina umana che viene riconosciuta nei pazienti affetti da sclerosi multipla in Sardegna e potrebbe essere l’innesco della malattia.

A Sassari il gruppo è coordinato dal professor Leonardo Sechi che da diversi anni si occupa del ruolo del Map in diverse malattie infiammatorie croniche e autoimmuni: morbo di Crohn e diabete mellito di tipo 1. Leonardo Sechi, allievo del professor Giovanni Fadda (attualmente docente dell’Università Cattolica di Roma), insieme alla professoressa Stefania Zanetti, da tempo si occupa delle infezioni causate dai micobatteri, in particolare la tubercolosi e la paratubercolosi.

Primo autore della ricerca è il dottor Davide Cossu, che ha usufruito di una borsa Master & Back della Regione Sardegna ed ora è titolare di una borsa della Fondazione Italia Sclerosi Multipla.

A Cagliari il gruppo è coordinato dalla professoressa Maria Giovanna Marrosu che, insieme alla ricercatrice Eleonora Cocco, ha contribuito in maniera determinante a identificare questa associazione con un lavoro avviato circa tre anni fa. L’attività di ricerca è stata recentemente finanziata dalla Regione Sardegna.

La sclerosi multipla è dovuta ad una reazione infiammatoria e autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. È una malattia causata dalla presenza e interazione di molteplici fattori sia genetici che ambientali. Questo studio si è interessato dell’aspetto ambientale e in particolare degli antigeni del Map che potrebbero innescare la malattia nei soggetti geneticamente predisposti. Il fatto che il Map sia precedentemente risultato associato al Diabete di tipo 1 in diversi studi coordinati dal prof Sechi concorda con i risultati degli studi diretti dalla prof.ssa Marrosu e dalla dott.ssa Cocco che già nel 2002 pubblicavano sula rivista “Lancet” un aumento di diabete autoimmune in persone affette da sclerosi multipla, manifestando determinanti comuni (genetici e ambientali) alle due malattie.

Questo è uno studio preliminare. Se i dati saranno confermati da studi più vasti si può ipotizzare lo sviluppo di un vaccino che blocchi la reazione autoimmune dell’organismo e di conseguenza la malattia.

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