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30 Maggio 2011

Addio a Biagio Agnes

All’età di 82 anni ci ha lasciati Biagio Agnes. Poche esili righe non renderebbero giustizia alla sua inestimabile attività giornalistica, cominciata sulle pagine del Corriere dell’Irpinia e proseguita, dal 1958, in RAI.

Dell’emittente pubblica nazionale assunse la direzione nel 1982 dopo aver apportato delle innovazioni fondamentali per la storia del giornalismo televisivo: dapprima la fondazione degli studi di Saxa Rubra, poi l’invenzione dell’edizione delle 13.30 del telegiornale, con giornalisti in video, creando così una liturgia ormai costitutiva dei riti di aggregazione familiare. Si deve ad Agnes, inoltre, l’introduzione della terza rete e, contestualmente, delle testate regionali. Cavaliere del Lavoro nel 1987, Cavaliere di Gran Croce nel 2005, Agnes dirigeva la Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno, e l’aveva catapultata, dopo soli due anni di esistenza, a picchi di eccellenza nazionale che le avevano fatto raggiungere la cima delle graduatorie nazionali insieme alla Scuola di Milano.

“La scomparsa di Biagio Agnes è una grande perdita per il giornalismo italiano ma in particolare, poi, per la Scuola di Giornalismo di Salerno”, ci ha detto Raimondo Pasquino, rettore dell’ateneo salernitano. “Agnes è stato il fondatore e l’animatore della scuola, le ha dato un senso compiuto, una collocazione nazionale, ha saputo scegliere i collaboratori, ne ha saputo fare una grande scuola di formazione e senza di lui l’Università di Salerno e la Scuola avranno una carenza fondamentale”.

A questo proposito, in che modo Agnes è riuscito a far raggiungere l’eccellenza alla Scuola di Giornalismo di Salerno?

Con la sua professionalità. Quando la classe non è acqua, quando un direttore è un vero direttore di una scuola di formazione che conosce il suo mestiere, i risultati poi sono quelli che abbiamo visto.

Aveva progetti particolari per il futuro della Scuola?

I progetti sono gli stessi che ha messo in atto all’inizio e durante. Tutto quello che abbiamo fatto passava per la mente e le iniziative di Biagio Agnes.

Quali erano i consigli che Agnes ai ragazzi della Scuola e, in generale, ai giovani che vogliono intraprendere la carriera giornalistica?

All’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola diceva sempre la figura del giornalista è molto bella, perché l’impegno per fare questo mestiere deve essere massimo e l’entusiasmo deve essere il valore su cui fondare il lavoro, dopodiché i risultati sarebbero arrivati. E questo pur nella difficoltà del momento per i giornalisti della carta stampata e non solo, che stanno attraversando un periodo di crisi.

Che opinione aveva Biagio Agnes del giornalismo dei giorni nostri, in cui la professione o è fortemente politicizzata o imbavagliata da provvedimenti legislativi?

Lui era sempre per un giornalismo libero, di passione, fatto di professionalità, aperto e attento ai processi politici ma che mantenesse sempre la sua autonomia.

Elio Di Pace

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