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2 Maggio 2011

Aumenti del 125%. E’ l’Era dell’ Energia Rinnovabile

Secondo uno studio condotto dall’Istituto di economia e politica dell’energia e dell’ambiente (Iefe) dell’Università Bocconi in connubio con Ernst and Young , tra il 2005 e il 2009 si è registrata una crescita esponenziale del 125% degli investimenti globali in fonti rinnovabili, pari a 163 miliardi di dollari, che ha dato luogo al definitivo superamento del mercato delle energie tradizionali.
In questa fase storica segnata da un’economia globale semi-gelata e da situazioni ambientali a dir poco aggrovigliate, si respira sempre più aria di cambiamento. La crisi ecologica e quella economica si sovrappongono, alimentandosi a vicenda in una spirale che si avvita su se stessa.

Alcune correnti di pensiero “paneuropeiste” sostengono che per uscire definitivamente dal groviglio occorrano strategie più efficaci, idonee a concitare uno sviluppo sostenibile che sappia porsi a modello di riferimento per le generazioni future. Fin dalle prime luci dell’alba, la civiltà umana ha lottato per la sopravvivenza plasmando l’ambiente circostante, distruggendo foreste e inquinando la natura.

Da qualche anno, l’idea della sostenibilità dello sviluppo, vale a dire della crescita economica in osmosi con la tutela ambientale, e gli edulcoranti benefici delle energie rinnovabili hanno dato luogo alla fuoriuscita dai fatui canoni del passato, ed all’ipostasi della nuova era verde, nella quale l’energia pulita tende a diventare strumento principale dell’evoluzione umana.

La crisi delle materie prime (uranio, petrolio, carbone e gas) in futuro sarà sempre meno sintomatica grazie all’utilizzo mondiale delle fonti di energia rinnovabili solari, eoliche e geotermiche.

Secondo uno studio condotto dall’Istituto di economia e politica dell’energia e dell’ambiente (Iefe) dell’Università Bocconi in connubio con Ernst and Young , tra il 2005 e il 2009 si è registrata una crescita esponenziale del 125% degli investimenti globali in fonti rinnovabili, pari a 163 miliardi di dollari, che ha dato luogo al definitivo superamento del mercato delle energie tradizionali.

Nel 2010 gli investimenti sono aumentati rasentando un quarto della capacità mondiale. I Paesi che hanno deciso d’investire nell’energia pulita, risultano 100 (nel 2005 erano 55). L’Italia si trova al sesto posto per potenza complessiva nella classifica mondiale, mentre l’area continentale maggiormente incline resta l’Europa con una consistenza pari a 43,9 miliardi di dollari investiti e subito dopo, in piena euforia cinese, si trova l’Asia con 40,8 miliardi. Il 44% degli investimenti attiene all’energia eolica, a seguire quella solare (18%) e i biocarburanti (17%).

Ad oggi le fonti rinnovabili raffigurano il 17,9% del quadro produttivo globale d’energia elettrica con un’influenza quantitativa sull’offerta mondiale d’energia pari al 12,7%. Le altre fonti di produzione energetica si riferiscono al carbone per il 41,5%, al gas (20,8%), al nucleare (13,7%) e al petrolio (5,6%).

Secondo Federico Pontoni e Annalisa D’Orazio dello Iefe, la crescita internazionale dei business affonda le radici nella liberalizzazione dei settori energetici e nella politica dello sviluppo sostenibile.

Va detto che l’energia pulita rappresenta uno dei pochi comparti in grado di svilupparsi, nonostante la crisi, rivelandosi, da un punto di vista finanziario, segmento più stabile del petrolio e del gas.

Ad esser convinto della simbiosi tra finanza e rinnovabili è Andrea Paliani, partner di Ernst and Young : “ La maggiore attenzione del mondo della finanza è dovuta all’aumento dell’uso di capitali borsisti, alla specializzazione degli istituti di credito in finanziamenti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, ed ai nuovi strumenti negoziali creati per sostenere le nuove tecnologie. Con l’evoluzione del mercato assisteremo ad un incremento progressivo della liquidità impiegata in questo settore”.

Antonio Migliorino

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