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10 Maggio 2011

Aumento delle tasse: sì o no?

I tagli imposti al sistema universitario dalla riforma Gelmini impongono agli atenei la ricerca di nuove risorse economiche. Secondo l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa, saranno gli studenti a pagare le spese dei problemi finanziari dell’Università, in senso letterale.L’Ocse infatti sostiene che le entrate più dirette su cui gli atenei possono contare sono proprio le tasse universitarie, e se queste ultime non verranno aumentate a breve non si riuscirà più a sostenere un sistema di istruzione universitario di massa.

Senza dimenticare le esigenze degli studenti stessi, l’Organizzazione propone un aumento graduale, che sia soprattutto basato e incentrato sulle condizioni socio-economiche degli universitari. Si pensa dunque ad un nuovo sistema di prestiti agli universitari, rimborsabili sulla base del reddito futuro effettivamente percepito.

Sostiene il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurría: “In un’ottica di lungo periodo, un sistema di istruzione universitaria di massa richiede un maggiore contributo finanziario da parte degli studenti, i quali sono, dopotutto, i principali beneficiari. Necessita, in altre parole, di un aumento delle tasse universitarie. Le nuove tasse non possono né devono essere introdotte in modo affrettato e senza un dibattito di largo respiro; pur tuttavia, la nostra raccomandazione è che queste tematiche entrino a far parte dell’agenda politica.”

Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha risposto prontamente alla proposta dell’Ocse, e durante un evento all’Aspen Institute a Milano ha evidenziato la superfluità di tale aumento, proprio grazie ai tagli che sono stati effettuati, che “consentono di non fare pagare agli studenti gli sprechi e le inefficienze di alcuni atenei”.

Marilena Grattacaso

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