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28 Maggio 2011

Continuano a diminuire i corsi di laurea, specialmente al sud

Una riduzione del 7,8% dei corsi di laurea proposti dalle Università italiane, rispetto a quelli previsti dall’offerta formativa dello scorso anno accademico. Queste le conseguenze dei tagli causati dalla razionalizzazione del numero di corsi di laurea avviata nel 2007. Un’operazione politica che ha portato all’eliminazione di 863 corsi di laurea in quattro anni.

La percentuale di corsi tagliati aumenta se si tengono in considerazione esclusivamente gli Atenei del Sud Italia. Qui, già prima dell’avvio dell’opera di razionalizzazione i corsi di studio offerti erano inferiori rispetto a quelli proposti dagli Atenei del resto del Paese. In quest’area è stato tagliato nell’ultimo anno accademico l’11,7% dei corsi. Seguono le isole e il Nord est. In entrambe le aree è stato tagliato l’8,9% dei corsi di laurea. Meno interessate da questi interventi le Università del Nord ovest (-7%) e del Centro italia (-6,8%).

I tagli hanno coinvolto maggiormente i corsi di laurea specialistica (biennali) – ne sono stati cancellati 214 pari al 9,3% del totale – rispetto a quelli di primo livello (triennali), fra i quali ne sono stati eliminati 170.

Analizzando la politica di razionalizzazione dei corsi di laurea in senso più ampio (considerando i tagli operati dal 2007 a oggi), ci si rende conto che vi sono disparità di trattamento anche fra le Università pubbliche e quelle private. Mentre nelle prime – che rappresentano circa il 90% del complesso nazionale – i corsi di studio eliminati sono il 19,7%, negli Atenei privati la quota è inferiore di ben dieci punti percentuali.

Sono state private di corsi di laurea soprattutto le cosidette Università di media grandezza, ovvero quegli atenei che hanno fra i dieci e i venti mila iscritti. Qui sono stati tagliati, in questi quattro anni, addirittura il 25,9% (294 corsi, 130 dei quali eliminato nell’ultimo anno accademico).

I corsi di laurea rimasti vittime della razionalizzazione operata in questo quadriennio appartengono soprattutto all’area scentifica, dove ne sono stati tagliati 148. Subiscono fortemente i tagli anche l’area umanistica (129 corsi in meno) e quella sociale (125 corsi tagliati). Una rotta inversa è stata intrapresa dall’area sanitaria, dove quest’anno i corsi sono passati da 746 a 759.


Alessio Testa

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