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31 Maggio 2011

Gli studenti stranieri nell’università italiana

Gli studenti stranieri nell’università italiana. L’immigrazione straniera in Italia, a differenza degli altri Paesi europei, è un avvenimento piuttosto recente, che ha assunto caratteri significativi solo nell’ultimo decennio.

Tuttavia in questo breve arco di tempo, si è rivelato fortemente dinamico, diventando un fenomeno sociale e culturale con il quale ci siamo trovati a convivere e che sta portando una piccola rivoluzione nella nostra società. In prima linea, in questa trasformazione, si è ritrovato tutto il sistema scolastico, tra cui anche l’Università, che ha registrato e continua a registrare un aumento annuale costante di iscrizioni di studenti con cittadinanza non italiana.

Infatti dalle indagini sull’Istruzione Universitaria effettuata dal Miur, si evince che, negli ultimi dieci anni, gli immatricolati stranieri alle Università italiane sono più che raddoppiati, e le iscrizioni sono passate da 23.088 unità nell’aa 1998/99 a 59.515 unità nell’aa 2009/10, e, a quanto risulta dall’Anagrafe Nazionale degli Studenti, nel corrente anno accademico 2010/11 gli iscritti stranieri hanno superato le 60.000 unità, con un’incidenza del 3,6% sul totale della popolazione universitaria.

Tuttavia è da dire, che, secondo il rapporto OCSE “Education at Glance 2010”, l’Italia resta ancora il fanalino di coda rispetto alla media Europea fissata al 7,6%: Svizzera 20,3%, Regno Unito 19,9%, Austria 18,7%, Belgio 12%, Francia 11,2%, Germania 10,9 %, Portogallo 4,9%, Grecia 4,1%, Spagna 3,9%, Italia 3%.

Si riconfermano, cioè, ai primi posti, quei paesi in cui i corsi sono organizzati anche nelle lingue generalmente più conosciute nel mondo, come l’inglese e il francese.

Sicuramente tra i fattori che hanno contribuito alla crescita della presenza degli studenti di altra nazionalità nelle nostre Università è da considerare l’instaurazione delle lauree triennali, la diversificazione dell’offerta formativa, la parità di trattamento negli interventi per il diritto allo studio, grazie alla legge sull’immigrazione (L.40/98); ma soprattutto tale crescita è dovuta alla presenza di una componente di immigrazione per lavoro sempre più consolidata nel nostro Paese.

C’è da notare però che, la mappa ‘geografica’ della presenza di studenti stranieri in Italia è, molto disomogenea; infatti, la regione che ospita più studenti con cittadinanza non italiana è la Lombardia con 12.103 studenti (il 21% sul totale studenti stranieri in Italia), seguita dall’Emilia Romagna con 7.608 studenti (13%), terzo posto per il Lazio con 7.390 studenti (12,8%), seguita dal Piemonte con 6.761 studenti (11,7%). Invece, in termini di percentuali sugli iscritti totali nella regione, al primo posto è il Trentino Alto-Adige con una percentuale di 8%, seguito da Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Umbria con il 7%, terzo posto per l’Emilia Romagna con il 6% e Lombardia con il 5%. Insomma un vero e proprio divario tra Nord e Sud, dove le regioni più popolose quali Campania e Sicilia, ospitano soltanto il 1,5% degli studenti stranieri in Italia.

I corsi che attraggono di più gli studenti stranieri sono quelli dell’area medica, a cui seguono le aree economiche, sociali ed umanistiche.
Sono ben 125 i paesi d’origine degli studenti stranieri nella nostra Università. Ai primi posti nella classifica delle cittadinanze più rappresentate, si confermano Albania (21,5%), Cina (9,6%) e Romania (9%), sicuramente da attribuirsi ad un fenomeno di stampo storico-politico, naturale conseguenza di avvenimenti accaduti nell’est Europa come la disintegrazione della ex Jugoslavia e della ex URSS, che ha determinato un cambiamento dei flussi migratori verso l’Italia. Significativa è anche la presenza di studenti originari dell’Africa, che provengono soprattutto dal Camerun (4%) e dal Marocco (3%), mentre gli studenti di nazionalità europea provengono principalmente da Romania (9%), Grecia (4%), Polonia (2%) e Germania (2%).

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