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23 Maggio 2011

Il metodo di studio secondo Alberto Tesi, Rettore dell’Università di Firenze

Per uno studente la ricerca di un corretto metodo di studio può essere paragonata ad una difficile indagine del R.I.S.

Molti sono i metodi di studio: i classici, personalizzati, con l’utilizzo di memoria, appunti a schemi, sottolineature multi colore e mappe concettuali.

Ma non c’è nulla da fare, prima di trovare il metodo più comodo passa del tempo e con se gli esami cavia dei primi anni, per i più fortunati.
Altri invece dichiarano di non aver mai capito il metodo di studio più corretto anche da laureati e già lavoratori.

Ma esiste un vero e proprio metodo di studio?

Secondo il Rettore dell’Università di Firenze, Alberto tesiIl trucco è ripassare giorno per giorno“.
Il rettore, ex studente di Ingegneria all’Università di Firenze, ha trovato nel ripasso quotidiano degli argomenti la sua forza, maturando tale metodo nel corso del suo primo anno e mezzo di università.

Infatti dichiara: “Erano difficili gli esami del primo anno perché c’era da capire il metodo di studio e penso che anche oggi si concentrino lì le difficoltà per gli studenti. Il passaggio dagli insegnamenti delle medie superiori all’università contempla un cambiamento e un approfondimento che va compreso anche nel linguaggio”.

Certi esami infatti vengono visti come macigni pesantissimi,lo studente resta disarmato di fronte ad essi e nella maggior parte delle volte si genera perdita di autostima e sfiducia nelle proprie capacità, fattori dai quali uno studente dovrebbe tenersi alla larga.

A volte la difficoltà dello studio dipende dal docente,come eccellentemente ci spiega lo psichiatra Pietropolli Charmet:

“L’esame diventa quasi un rito iniziatico. E subentra il desiderio di abbandonare tutto di fronte a un adulto che esercita il potere in modo sadico. Più spesso però il problema è la disciplina in sé: se è molto vasta e complicata servono mesi per farla propria. Bisogna superare le proprie inibizioni di fronte, ad esempio, al ragionamento astratto della matematica, o allo sforzo mnemonico per acquisire un’enorme mole di norme e leggi. Ma nessuna disciplina è impossibile: se si perdono autostima e fiducia nelle proprie capacità tutto è più difficile”.

Non parliamo poi di un esame ripetuto più volte, e della sensazione di rifiuto della materia, altro passo frequente negli studenti, ma superabile.

“Bisogna superare l’idea che “non si passa”, tenere duro – spiega sempre Pietropolli Charmet – E studiare con qualche collega: dalla solitudine spesso derivano mortificazione e una depressione narcisistica”

Questo è una tappa che il Rettore non ha mai provato, non essendo stato mai bocciato ad un esame “Se non ero preparato non mi presentavo”.

Ma diversamente ha comunque qualcosa da consigliare ai studenti:

“Intanto direi agli studenti di vivere in pieno l’università e di sfruttare al massimo il dialogo con i docenti. E poi un altro consiglio: studiare le varie discipline giorno dopo giorno, ricordando che non ci sono esami impossibili, ma soltanto esami più complessi o estesi. Mi ricordo che materie come Fisica o Matematica si cominciavano a studiare a ottobre e si finiva a maggio. La cosa importante è pensare che si sta costruendo giorno dopo giorno un patrimonio di conoscenze che sarà utile nel futuro”.

Che dire a questo punto? Buona ricerca a tutti!!!

Maria Teresa Violi

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