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6 Maggio 2011

Innovazione e business in una laguna di bit : Al Ca’Foscari è Digital Week

Se persiste ancora il rimando automatico tra digitalizzazione e innovazione, è anche sempre più vero che oggi studiare soluzioni e creare eventi con l’intento di esibire e scambiare saperi ha senso soprattutto se ci si rende conto della necessità odierna di ottimizzare il connubio tra l’ intelligenza degli umani e quella delle macchine; è sempre sostenibile che laddove si riesce a far si che la macchina svolga compiti, perlopiù noiosi perché ripetitivi ma molto sensibili alla possibilità di commettere errori, si ottenga sempre una importante economizzazione di compiti e processi ma oggi serve soprattutto anche garantire snellimento, semplicità, usabilità..e infine serve sviluppare coscienza sui cambiamenti apportati dalla digitalizzazione. Di tutto ciò si avranno, si spera, sempre più occasioni e strumenti di confronto non solo accademico ma soprattutto accessibile al grande pubblico.

L’evento – E ben consapevoli di tutto ciò devono essere gli organizzatori della Digital Week presso le radiose strutture dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, istituzione classificata tra le più innovative d’Italia (in base ai parametri Anvur risulta tra le 26 università italiane che si spartiscono Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario destinato dal Ministero solo agli Atenei virtuosi) e che dal novembre scorso si è dotata dell’omonima Fondazione, responsabile dell’evento. La settimana digitale è iscritta nell’agenda “Ca’ Foscari 2018 – 150 anni di idee“, ovvero la serie di appuntamenti in vista del centocinquantesimo dell’ateneo veneziano.

La Digital Week (3-5 Maggio) è pensata come piattaforma di contenuti e saperi interconnessi ed è finalizzata ad offrire una panoramica ricca di expertise e coinvolgimento su tutti gli ambiti dell’impatto della digitalizzazione. Ciascuno dei tre giorni è infatti dedicato ad un gruppo di macrotemi che guidano il susseguirsi di seminari e workshop: si parte con le testimonianze e le riflessioni concernenti gli ambiti di istituzioni (con focus su PA e Università), società (dal punto di vista degli utlizzi sociali del web ), ricerca(tecnologie digitali per la smart research) e lavoro (3 Maggio), si prosegue passando in rassegna il portato dei trends della società digitale sul versante dei stili di vita (focus su moda, e-shoppng, virtual life) , impresa (modelli virtuosi di e-commerce), comunicazione (blogging, il mercato delle applicazioni web e mobile, wi-fii e sicurezza), si conclude quindi il giorno 5 Maggio con l’ultima sessione dedicata alla creatività mediale amaoriale e professionale (audiovisivi, foto digitale, editoria digitale, strategie creative).

Che aria tira – Oltre alle fasce demografiche ‘naturalmente’ più al passo coi tempi, oggi in Italia (in Europa e USA) la connettività digitale riesce ad interessare anche gli over 50, che cercano di scalzare la fama di tecno-repellenti attestandosi come quasi un quinto del pubblico attivo di Internet. Dato da non considerare scontato ma che dice della socializzazione con la Rete che attecchisce a vario grado in tutte le fasce di popolazione. Al problema infrastrutturale della banda larga ci stanno pensando anche grandi operatori: Vodafone, ad esempio, ha messo in piedi un programma di infrastrutturazione per appiattire il digital divide portando la banda larga in 1000 Comuni nei prossimi tre anni mentre è il Trentino la regione più innovativa dal punto di vista della digitalizzazione (è trentina, ad esempio, FreeLuna, una delle reti wi-fi gratuite più estese d’Europa).

Mettiamoci la faccia” , il sistema di rilevazione della customer satisfaction dei servizi della PA tramite emoticon ha raggiunto complessivamente i 4,3 milioni di giudizi raccolti e viene usato da più di centomila persona alla settimana: non è risolutivo, certo, ma è un altro piccolo segno dei tempi che cambiano e di una PA che si vuole svecchiare.

Per quanto riguarda infine i trend del mercato CE (elettronica di consumo) secondo le stime del’autorevole ABI-Research saranno oltre 50 milioni i tablet venduti sui mercati globali a fine 2011. I tablet possono essere considerati come il nuovo prototipo della connettività mobile che va oltre il pc portatile. Assieme al boom degli smartphone sono i dispositivi con cui entro il 2016 navigheremo su internet da qualsiasi posto. Il mercato dei servizi internet via mobile è ormai i prossima apertura: il discusso decreto omnibus (n. 34 del 31 marzo 2011) ha aperto agli operatori broadband a scapito delle tv locali.

E poi? Si prepara un revival della Tv in grande spolvero: la Connected TV dotata di connessione a Internet potrebbe presto riacquistare il ruolo centrale all’interno della casa a scapito dei pc, riportando forse in auge un modello fruitivo più conviviale e meno individualista. Se è in preparazione un secondo rilancio della GoogleTV (dopo il primo insuccesso) fioccano già ora le stime della percentuale prevista dei dispositivi posseduti in Europa:ad esempio in Francia, paese già leader europeo per la IPTV (la Tv che usa il Protocollo Internet per offrire palinsesti on demand e personalizzati), il sindacato di settore Simavelec (qui il documento in francese) stima che entro il 2013, il 75% dei televisori disporrà di modem e browser interni e dunque dell’ampia gamma di servizi a valore aggiunto annessi ad Internet navigabile televisivamente.

Raffaele La Gala

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