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9 Maggio 2011

L’Istituto del magnate americano Trump è accusato di truffa

“Chi di spada ferisce, di spada perisce” recita un famoso proverbio. E ancora una volta la saggezza popolare sembra rappresentare fedelmente la realtà. Donald Trump, l’imprenditore immobiliare americano che può vantarsi di essere una fra le persone più ricche al mondo, rischia di perdere molta della propria credibilità a causa di uno scandalo che si starebbe sollevando attorno a un’Istituto di formazione da lui fondato.

Lo scandalo arriva in un momento delicato per il magnate. Da qualche tempo, Trump sta infatti sponsorizzando la propria immagine più del solito. Lo sta facendo in previsione delle prossime primarie che consentiranno agli americani di decidere il candidato alla presidenza USA del Partito Repubblicano, alle quali sembrebbe aver intenzione di candidarsi.

La leggimità del modo in cui sta tentando di guadagnarsi le simpatie del popolo americano è discutibile. Trump da alcune settimane, sta tentando di gettare ombre su Barack Obama, attuale Presidente degli Stati Uniti e leader del Partito Democratico. Prima fomentando le tesi di chi, già da diversi anni afferma che il capo della Casa Bianca non sia nato in America ma in Kenya e, dopo che Obama ha reso pubblico il proprio certificato di nascita, mettendo in discussione i meriti che gli permisero di immatricolarsi in due atenei prestigiosi come l’Harvard e la Columbia University.

Adesso Trump dovrà disimpegnare il ruolo di accusatore per calarsi in quello di accusato. L’Istituto di formazione in campo immobiliare fu creato dal magnate nel 2005, con il nome di “Trump University” e convertito nel 2006 in “Trump Entrepreneur Initiative“, in quanto l’attribuzione del titolo di Istituto Universitario fu definito illegale e illegittima dal Dipartimento dell’Educazione dello stato di New York.

In questi giorni è stata resa nota l’esistenza di una azione legale collettiva contro l’istituto e sotto le indagini scaturite in sei Stati americani a causa delle diverse denuncie nei confronti dell’Istituto raccolte. Tutte le accuse contro “Trump Entrepreneur Initiative” sono dovute a una presunta scarsa attività formativa. Questo genere di dubbi è stato inoltre fomentato da un’indagine del “Better Business Bureau” (un’organizzazione di tutela dei consumatori americani) sull’Istituto, che ha portato ad un pessimo giudizio degli insegnamenti forniti. In questi 7 anni l’Istituto ha effettuato 11 mila immatricolazioni, guadagnando circa 35 mila dollari per ogni studente, ma a causa di queste opinioni negative sta subendo una drastica crisi per quanto riguarda le iscrizioni.

Da parte sua Trump si sta difendendo citando in giudizio la promotrice dell’azione legale collettiva, Tarla Makaeff, e chiedendole 100 milioni di dollari per diffamazione. Inoltre l’avvocato dell’imprenditore miliardario ha definito ridicole le accuse mosse dagli studenti, affermando che il 95% degli ex iscritti si definisce soddisfatto della formazione ricevuta all’Istituto e spiegando che il “Trump Entrepreneur Initiative” non può garantire a tutti i suoi iscritti che diverranno esperti immobiliari miliardari. Inoltre l’avvocato Sorial ha ironizzato dichiarando che non si è mai sentito parlare di un ex studente della Harvard che ha fatto causa all’Università per non essere diventato un Premio Nobel.


Alessio Testa

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