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14 Maggio 2011

Napoli, studente Erasmus finisce in coma dopo un party

Il progetto di mobilità continentale Erasmus dal 1987 è l’occasione per milioni di studenti universitari di completare la propria formazione, universitaria ed umana, attraverso un periodo di studio in un’ università di un altro paese europeo, legalmente riconosciuto dalla propria università.

Chi ha avuto la fortuna di vivere quest’esperienza o semplicemente chi, qui da noi, è entrato in contatto con studenti erasmus sa, tuttavia, che l’esperienza è vissuta dai giovani in primis come un momento goliardico e mondano, un’occasione per fare nuove conoscenze ed aprirsi a culture differenti attraverso feste e serate in compagnia, molto spesso “innaffiate” da una buona dose d’alcol.

Purtroppo a volte può accadere che quel bicchiere di troppo possa avere conseguenze disastrose. E’ stato così per un ragazzo ungherese di ventitre anni da diverso tempo in erasmus a Napoli che, mentre andava via da una festa nel centro storico della città, in via Santa Chiara, si è sentito male. Il ragazzo aveva lasciato la festa da solo prima dei compagni ed è stato trovato privo di sensi nell’androne del palazzo quando gli altri giovani si sono avviati verso l’uscita.

Subito lo studente, iscritto alla facoltà di Economia della Federico II, viene portato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. Oggi è ancora lì, in coma farmacologico, ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Non si conoscono ancora le reali cause del malore: in un primo momento un amico del ragazzo aveva parlato di aggressione ma i medici hanno constatato che il ragazzo non riporta traumi da pestaggio. «Non abbiamo alcuna certezza sul fatto che si sia trattato di un’aggressione – spiegano però fonti di polizia – la dinamica dei fatti per ora è poco chiara».

Ora l’università ungherese, preoccupata, ha inviato un’e-mail alla Federico II chiedendo aggiornamenti e ragguagli sulla situazione. Dal canto suo l’ateneo napoletano sta seguendo il ragazzo e gli ha garantito sostegno fin da subito. «Ci siamo attivati fin da subito nei suoi confronti – spiega il prorettore della Federico II, Gaetano Manfredigarantendo il massimo dell’assistenza medica, nonché l’ospitalità al padre dello studente che è qui a Napoli da qualche giorno». Adesso lo studente sta combattendo con un’infezione alle vie respiratorie. Le sue condizioni sono stabili e si spera in qualche miglioramento.

Arturo Catenacci

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