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27 Maggio 2011

Non superi il Test d’ingresso? La soluzione è all’estero

TEST D’ACCESSO: nell’immaginario collettivo quest’espressione è allacciata inevitabilmente al concetto di “sogno spezzato”.Altro che fuga di cervelli, l’Italia si trova ad affrontare un problema ben più grosso, l’esodo del germoglio della cultura: gli studenti universitari.
Tirare fuori il sogno dal cassetto diventa sempre più complicato, difatti un forte numero di studenti, tagliato fuori dal percorso di studi scelto -non superando il TEST D’ACCESSO- migra all’estero dove poter accedere con semplicità alla facoltà scelta, senza rinunciare al suo valore e alla sua competenza, e, inoltre dopo il primo anno di studi è possibile chiedere il trasferimento e proseguire in Italia.

Il fenomeno è esploso sul web, dove, all’interno dei forum studenteschi, una folla gremita di utenti chiede informazioni, dritte e suggerimenti riguardo la facoltà e la città da scegliere.
Più che ricercare un’esperienza formativa, un’università di qualità o l’occasione di conoscere culture e stili di vita diversi, gli studenti italiani sono spinti dalla necessità, dall’assenza di scelte alternative.

In maniera direttamente proporzionale al numero di studenti che compie questa scelta, aumenta il numero di chi non vede di buon occhio questo escamotage, visto come una scorciatoia furba e poco onesta per quegli studenti che, per inettitudine, non superano i test nel paese d’origine.

L’argomento più infuocato è quello riguardo alla selezione dei futuri medici. Al centro delle critiche vi è il criterio di selezione, non appoggiato dall’associazione dei medici dirigenti (Anaao Assomed) che ne rileva la poca efficacia.

Cambiare la procedura di selezione delle matricole si può? Numerose proposte (mai prese in considerazione) sono state avanzate, come quella di un gruppo di studenti che propone di spostare la valutazione per la selezione durante il primo anno di corso, su basi meritocratiche. Come succede già in molti paesi.
Intanto, nella stagnante condizione universitaria italiana, nulla sembra cambiare e migliaia di ragazzi scelgono l’evasione, con la speranza di tornare con nuovi occhi, idee ed esperienze e un sogno realizzato sulle spalle.


Maria Rosaria Corvino

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