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27 Maggio 2011

Università: più tasse meno iscritti

Negli ultimi 12 mesi sono aumentate le tasse di iscrizione negli atenei di tutta Italia, mentre continua a diminuire il tasso di immatricolazione ai corsi di laurea.Studiare costa sempre di più e per questo molti studenti decidono di abbandonare gli studi.

Secondo i dati resi noti dal Ministero dell’Istruzione e relativi allo studio sulla contribuzione studentesca degli atenei italiani, nell’ultimo anno accademico sono aumentate dell’8% le tasse di iscrizione.

Un aumento notevole, soprattutto mettendo a confronto l’anno accademico 2009/2010 e quello 2005/2006 vediamo che la spesa media di ogni studente è cresciuta del 24%.

Ma la conseguenza significativa è la diminuzione delle immatricolazioni e degli studenti che decidono di continuare gli studi e di arrivare alla laurea. Infatti secondo le stime, in Europa circa il 32,2% delle persone tra 30 e 34 anni ha conseguito la laurea, mentre in Italia la percentuale è nettamente inferiore, arrivando a stento al 19,8%.

Secondo Luigi Frati, rettore dell’università La Sapienza di Roma, intervistato dal Free Press Leggo, gli aumenti sono dovuti soprattutto alla necessità di offrire maggiori servizi agli studenti e spiega che nell’ateneo romano sono state modulate solamente le fasce più alte, lasciando ferme quelle più basse.

Il rettore continua poi dichiarando che i nuovi introiti vengono chiesti “ai furbetti”, ovvero a chi frequenta per anni i corsi dichiarando di non avere un centesimo, grazie ad una serie di controlli più approfonditi sulle dichiarazioni dei redditi presentate dagli studenti.

Non so sinceramente quanto credere alle parole del rettore.
Sono una studentessa della Sapienza, non faccio parte né della fascia più alta di reddito, né tantomeno dei così detti “furbetti”.

Eppure, rispetto agli anni passati, le mie tasse sono decisamente aumentate!

Ancora una volta ci si nasconde dietro tante parole che si presentano come scusante di atti ingiusti, e che poi si dimostrano essere frottole per andare avanti ancora per un po’ di tempo.

Giulia Migliola

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