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6 giugno 2011

Associazione ABC Sardegna

Associazione ABC Sardegna

Associazione ABC Sardegna

Presidente: Luisanna Loddo Frau

Email di riferimento: abc@abcsardegna.org

Sito web associazione: http://www.abcsardegna.org

La nostra Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna svolge attività a sostegno delle famiglie socie, affinchè venga riconosciuto ai bambini cerebrolesi il diritto di vivere (e curarsi quando necessario) nel proprio nucleo familiare, quale luogo naturale e privilegiato dell’affetto e dell’amore per ogni persona umana.

L’ABC Sardegna è nata nel giugno del 1990.

E’ stata riconosciuta come associazione di volontariato, quindi senza alcun scopo di lucro nè diretto nè indiretto, con Decreto Presidente Regione Sardegna n. 117 del 5 maggio 1992. Riunisce famiglie che si fanno carico in prima persona della riabilitazione e, in generale, del progetto di vita dei propri figli.

Si adopera per il riconoscimento del diritto dei bambini di vivere nel proprio nucleo familiare e per il superamento e l’abbattimento di ogni ostacolo che impedisca la loro piena integrazione sociale.

Agisce a supporto delle famiglie associate, non gestendo direttamente i servizi, ma sollecitando le autorità e gli enti pubblici e privati a svolgere efficacemente il loro dovere.

Si impegna nella difesa e promozione dei diritti scolastici, civili, sociali e sanitari, per un nuovo modello di sicurezza sociale che consideri la famiglia quale risorsa fondamentale della vita delle persone.

Mostra come la presenza di un cerebroleso non solo non rende infelice l’esistenza ma fornisce numerosi stimoli per un arricchimento umano, morale e sociale sia per la famiglia stessa che per la società che la circonda. Operiamo per evitare che almeno i nostri bambini vadano a riempire, quelli che definiamo con un’espressione un pò forte, ma non lontana dalla realtà , istituti-lager, strutture atte al ricovero contemporaneo di centinaia di persone, vero esempio di offesa alla dignità di ogni malato.

Le nostre famiglie cercano di farsi carico in prima persona della cura e della riabilitazione del proprio figlio e insieme ci adoperiamo per il riconoscimento del diritto dei bambini di vivere nella loro famiglia.

La nostra personale esperienza che ben si integra nello spirito delle manifestazioni dell’Anno Internazionale della Famiglia promosso dallell’ONU nel 1994, ci ha portati a sperimentare come, proprio la famiglia, nonostante i falsi modelli spesso veicolati dai media, non sia certo un luogo idilliaco; è anzi forse il primo posto dove le difficoltà e le piaghe sociali si manifestano. Ma a differenza di altre istituzioni la famiglia, se sostenuta, ha risorse proprie per affrontare queste difficoltà , creare soluzioni che non di rado possono costituire un esempio anche per altre forme di aggregazione sociale, su ogni scala, dalla più semplice a quella più complessa.

Come genitori, abbiamo esperienza, ragioni e argomenti per dimostrare che la presenza di un bambino cerebroleso, non solo non rende infelice lell’esistenza, ma può fornire numerosissimi stimoli per un arricchimento umano, morale a sociale.

Infatti, l’aver capito, grazie alla realtà che viviamo ogni giorno, qual è il nostro ruolo naturale, ci permette di rafforzare il legame d’amore fondamentale sia all’interno della famiglia, che nella comunità che ci circonda.

L’inserimento dei nostri bambini avviene in famiglia e non negli istituti. E’ la famiglia che si apre alla società.

Nonostante le difficoltà quotidiane, i problemi di vario genere che incontriamo con i nostri bambini, possiamo testimoniare che, per quanto possa sembrare assurdo, la solidarietà delle altre famiglie, degli amici, dei volontari, questa “cultura del dare” che ci circonda, ci fa spesso pensare di essere genitori fortunati!

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