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14 giugno 2011

“Rapporto Confidenziale: il cinema a portata d’orecchio”

Questa è la storia di un’idea.
L’idea di uno studente della prestigiosa Ca’ Foscari di Venezia che sentiva l’esigenza di diffondere nuove modalità di conoscenza e discussione del cinema. Si chiama Marco Duse, laureato in Lingue e Letterature Straniere (con tesi su Picnic at Hanging Rock del regista australiano Peter Weir), dottorando presso l’università lagunare e la Queen Mary di Londra, in collaborazione con il British Film Institute (una specie di Mecca britannica del cinema), e già autore di un libro di analisi del film su Non è un paese per vecchi, studio monografico del capolavoro dei fratelli Coen edito dalla casa “L’Epos”.

L’idea ha un nome: “Rapporto Confidenziale: il cinema a portata d’orecchio”.
“È un programma radiofonico che ho creato appositamente per Radio Ca’ Foscari, la webradio dell’Università di Venezia”, ci ha raccontato il giovane ideatore. “Al programma è stato affiancato un blog che aiutasse la diffusione delle puntate e le sintetizzasse in poche righe (sinossi, elenco degli ospiti, elenco dei brani, link per l’ascolto e il download, contatti)”.

Tutto è cominciato nel settembre 2009, e lasciamo che sia il nostro interlocutore a raccontarcelo: “Quando ho iniziato, la radio era nata da poco e mancava, nei suoi palinsesti, un programma che si occupasse strettamente di cinema. Io ci ho messo le idee, la penna e la voce; Radio Ca’ Foscari ha offerto le strutture, le strumentazioni, i mezzi per andare in onda e la promozione. Con ‘Rapporto Confidenziale’ ho voluto dare vita ad una trasmissione di critica cinematografica. Niente notizie frivole, niente gossip, niente anticipazioni, nessun debole per il divismo: solo critica e divulgazione”.

Questo programma web-radiofonico (di questi tempi dobbiamo dir così) spicca per il modo nuovo in cui si affronta lo studio (ma anche l’insegnamento, perché no) della materia cinematografica. La convinzione principale di Marco Duse, infatti, è che sono finiti i tempi (ma pensandoci bene: sono mai cominciati davvero?) in cui il cinema era trattato con accademismi cattedratici, e quindi si avverte l’esigenza di modalità alternative: “‘Rapporto Confidenziale’ non aveva un vero e proprio format, né una griglia rigida su cui strutturare le puntate. Aveva però un credo: la divulgazione. Sono infatti convinto che non si possa parlare di cinema se non discutendone, chiamando cioè in causa più voci, ascoltando più pareri, scambiandosi informazioni, mettendo a disposizione di tutti le proprie competenze. E’ quello che ho cercato di fare con “Rapporto Confidenziale”: mettere l’esegeta di Polanski a confronto con un critico più rigido; porre l’estimatrice di Kathryn Bigelow “contro” chi ne ha amato i film ma non ne riconosce l’autorialità; trovare l’unica voce pronta a difendere un film considerato da tutti brutto…”.

Inoltre, “Rapporto Confidenziale” può addirittura permettersi il lusso di non piegarsi a nessuna costrizione dovuta al palinsesto: “Non è un programma regolare, va in onda solo quando ha qualcosa di importante da dire. ‘Importante’ è sinonimo di: un nuovo film interessante, un vecchio film da riscoprire, un bel film ignorato dal mercato italiano, un autore da discutere, uno da rivalutare…”.

Di conseguenza, non dovendosi preoccupare degli scoop legati al jet-set o ai blockbuster del momento, la grande libertà è un’ulteriore punto di forza del programma: “La trasmissione si è occupata di cinema in vari modi: analizzando il singolo film (“L’attimo fuggente” di Peter Weir, in occasione del ventesimo anniversario) o il singolo regista (Stanley Kubrick), i generi cinematografici (il documentario, il film di guerra) e i festival (in particolare quello di Venezia), nonché forme di cinema “altre” (i cortometraggi, ma anche le serie TV) e forme di non-cinema (le recenti installazioni di Peter Greenaway)”.

Per ogni puntata, e per ogni argomento, almeno due ospiti, collegati telefonicamente o via Skype, hanno fornito l’apparato critico. La scelta degli ospiti è stata oculata ma tutto sommato facile: è bastato cercare i nomi di punta di ciascun settore, contattarli e sperare in un “sì”. Devo ammettere che nessuno degli ospiti di “Rapporto Confidenziale” è stato un ripiego per rimediare ad un “no”.
Attualmente, la trasmissione è ferma poiché gli importanti impegni di studio costringono Marco Duse a Londra, ma ci sono comunque gustose prospettive all’orizzonte: “Il blog verrà aggiornato quotidianamente nel corso della prossima Mostra del Cinema di Venezia, con brevi recensioni dei film in concorso”.

L’indirizzo del blog di “Rapporto Confidenziale” è:
blog.radiocafoscari.it/rapportoconfidenziale.

Lo raccomandiamo caldamente: si esce arricchiti, senza sorbirsi indecifrabili prosopopee, ma ascoltando dialogare appassionati cinefili interrotti, di tanto in tanto, da musica di qualità. E non lasciatevi intimorire dal fatto che si parli di film usciti un po’ di tempo fa: “Le puntate di ‘Rapporto Confidenziale’ sono state pensate per essere ‘universali’, ascoltabili sempre, resistenti alle mode, sempre valide. Come un libro di cinema di qualche anno fa, o l’arretrato di una rivista: hanno sempre e comunque qualcosa da dire”.

Elio Di Pace

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