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27 luglio 2011

Università: Firenze si muove contro il conflitto d’interessi

Dopo la Riforma Gelmini, l’Ateneo Fiorentino approva nuove riforme e cambiamenti nella regolazione interna dell’Università.
Dopo i “Sì” dei 59 articoli, la commissione invierà i testi al Ministero della Pubblica Istruzione per l’approvazione finale, che avverrà a fine anno.

Le modifiche partono dalla figura del Rettore : il suo mandato durerà sei anni, e il suo voto sarà influente nella scelta, tramite votazione, del personale tecnico e degli studenti.

Le facoltà – Spariranno definitivamente i presidi di facoltà, mentre i Senati accademici saranno costituiti da 29 membri, ovvero il Rettore, venti tra professori e ricercatori, cinque studenti e tre rappresentanti del personale amministrativo e/o collaboratori linguistici. Anche i ricercatori avranno un portavoce; sarà il trentesimo membro.
Il Cda sarà composto dal Rettore, 3 membri esterni, 5 interni e due rappresentanti degli studenti.

I dipartimenti – Saranno composti da 50 professori e ricercatori a tempo indeterminato e determinato. Il loro compito sarà quello di organizzare la Didattica, le ricerche e la diffusione delle conoscenze.

Firenze è stata una città all’avanguardia per aver già inserito all’interno dell’Università nel 2008 il Codice Etico, per “evitare ogni forma di discriminazione e di abuso” e “regolare i casi di conflitto di interessi o di proprietà intellettuale“. Una norma per preventivare i membri esterni che non hanno ruolo e non devono assurmerlo, per evitare il conflitto d’interessi.

Danilo Ruberto

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