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19 agosto 2011

Murata a Palermo la sede di “Anomalia” associazione nata per difendere i diritti degli studenti

Tutto ha inizio nel Novembre 2009 , nel profondo Sud , a Palermo.
Un gruppo di studenti, decide di occupare pacificamente uno stabile di proprietà dell’Università che da tempo versava in uno stato di profondo abbandono e degrado. Tra le mura di questo edificio, nasce un sogno: creare uno spazio di aggregazione sociale per i giovani della città. Dalle ceneri di un fantasma di cemento, prende così’ vita “Anomalia”, associazione studentesca autogestita che si pone l’obiettivo di affermare i diritti degli studenti fornendo concretamente aiuto agli universitari, promuovendo azioni in sostegno delle fasce meno abbienti.

I ragazzi di “Anomalia” cercano così di far maturare nella collettività il senso civico, di far comprendere a quanti si avvincano a questa realtà, di come sia importante la partecipazione attiva attraverso cui ciascuno può essere padrone del proprio destino e progettare il futuro. Nasce cosi uno studentato autogestito che aiuta i giovani a fronteggiare le spese degli affitti in costante aumento, si moltiplicano gli spazi di aggregazione sociale, viene creato un laboratorio di fotografia,sorgono sale di studio  teatro e musica, sale per il cinema e la palestra popolare., . Vengono inoltre promossi dibattiti politici e culturali .

Il tutto reso possibile dall’estensione dell’edificio che si sviluppa su quattro piani. In questo lasso di tempo insomma, grazie ai sacrifici e all’impegno dei ragazzi, che finanziano autonomamente i vari progetti e l’acquisto del materiale necessario, quel che era una struttura decadente si trasforma nel cuore pulsante della vita universitaria e sociale di Palermo.

Questo sogno, tuttavia si interrompe bruscamente. Il 3 agosto scorso di primo mattino, le forze di polizia, su ordine del rettore, irrompono nello stabile intimandone lo sgombero, murando letteralmente l’ ingresso e portando quattro studenti dell’associazione in questura. La motivazione è che lo spazio è di proprietà dell’ateneo e gli studenti abusivamente lo occupano senza averne titolarità.

I giovani di “Anomalia” però, non si arrendono e dopo aver cercato invano di incontrare il rettore per trovare una soluzione pacifica promuovono sulle pagine facebook e ai cancelli della zona murata , una petizione in sostegno dell’associazione. Le adesioni si moltiplicano rapidamente e i ragazzi raccolgono anche l’appoggio di Margherita Hack Erri De Luca ed Emma Dante.

Il portavoce del gruppo Martinico commentando l’accaduto ha detto:” Il rettore Lagalla manda la polizia contro gli studenti facendo murare la sede- lasciando dunque intendere che lo stabile tornerà ad essere un vuoto spazio abbandonato. Non intendiamo- continua il portavoce- fare muro contro muro e difatti abbiamo chiesto un incontro col rettore ma contestualmente siamo fermi nel proposito di mantenere viva la struttura e denunceremo nei prossimi mesi anche altre situazioni simili intollerabili che violano l’autonomia della zona universitaria e il diritto di associarsi liberamente.”.

Anomalia come il Filorosso a Cosenza. Ancora una volta dunque la violenza dello sgombero forzato. Il potere come una piovra, cerca di soffocare il libero pensiero. I signorotti locali cercano di contrastare coloro che si battono quotidianamente in realtà difficili per cercare di strappare tanti giovani a un destino segnato fatto di alienazione, di amarezza, di mancanze di prospettive.. il volto mostruoso del regime poliziesco si manifesta in modo virulento cercando di annullare le coscienze, di fermare il cambiamento.

Tutto deve rimanere immobile e fermo,perché se le coscienze si smuovono, se i giovani coadiuvati d adulti saggi e responsabili si organizzano il vecchio sistema affaristico , può crollare. Questi ragazzi infatti, non solo si oppongono alla corruzione e alla tracotanza dei baroni locali ma li inchiodano alle loro responsabilità. Mettono a nudo le problematiche esistenti e l’incapacità e l’indifferenza di chi comanda e dovrebbe impegnarsi a risolvere i problemi esistenti.
Latorre come Lagalla : due esempi di soggetti asserviti alla logica della repressione sistematica di ogni forma di dissenso e di ogni iniziativa libera e autonoma.

Dall’alto delle loro poltrone questi signori, si ergono a difensori della legalità, a paladini della democrazia ma nei fatti si comportano diversamente . Nelle occasioni pubbliche vestono i panni di democratici ma non appena i riflettori si spengono, si trasformano in piccoli tiranni locali. La legalità parola usata in questo caso in maniera quantomeno impropria. Infatti,promuovere iniziative come quelle di anomalia è un mezzo per combattere l’illegalità poiché si offre l’opportunità ai giovani di costruire un’alternativa diversa da quella offerta dal sistema mafioso.

Democrazia altro termine che questi baronetti usano. Una democrazia fasulla perché usa manganelli e metodi violento. Riecheggiano nelle mente gli splendidi versi cantati da Pierangelo Bertoli nella canzone italia d’ ORO” ROMBA IL POTERE CHE DETTA LE REGOLE CADE LA VOCE DELLA Libertà”. Quando questo accade non si può restare indifferenti bisogna che dal nord al sud si levino gli scudi in difesa degli studenti colpiti da queste azioni proditorie e violente. Le vicende narrate sono infatti segnali inquietanti che uniti ad altri episodi di carattere nazionale fanno riflettere.

Ribelliamoci con strumenti veramente democratici prima che sia tardi, prima che anomalia, il filo rosso, l’aula zen della ateneo di Cosenza (vicenda narrata dalle pagine di questo giornale da Alberto De Luca) diventino i primi casi di una lunga serie. difendiamoci da questi attacchi frontali che minano le basi della democrazia italiana.

Occorre fermezza , capacità di dialogare, unità per creare un modo alternativo di concepire la vita pubblica, per evitare che la brutalità travolga la vitalità degli innovatori. Nessun invito alla violenza, perché usandola si scende sullo stesso piano di chi compie azioni come quelle appena narrate ma solo tanto spirito di collaborazione e animo pacifico e forte per tramutare l’involuzione anti democratica in movimento di riscatto sociale.

Vincenzo Amone

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