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13 settembre 2011

La storia di Michele

Michele è un ragazzo gioviale, con lo sguardo sicuro, già a guardarlo ispira fiducia.
Un ragazzo nato in un centro del crotonese Pallagorio, un piccolo paese.
Porta con se nel suo DNA un forte spirito e una volontà ferrea, come dimostra la sua storia, una storia da cui si possono trarre delle lezioni di vita per tutti. Una storia che ci dimostra come la volontà e la voglia di fare conducano a dei buoni risultati nella vita.

Michele infatti, come molti ragazzi sparsi nella penisola studia e lavora facendo mille sacrifici per cercare di vivere decorosamente e per avere soddisfazioni personali.
Lavora presso un azienda di comunicazione. Per queste ragioni ho deciso di parlargli e anche per poter capire come vive uno studente lavoratore e per comprendere quali sono le aspettative le difficoltà incontrate.

Da quanto tempo lavori e di cosa ti occupi?

Michele– lavoro da quando avevo 19 anni. Conseguito il diploma, ho deciso di affacciarmi sul mondo del lavoro. Dapprima ho lavorato come operaio, successivamente ho deciso invece, di voltare pagina e ho iniziato a lavorare per un azienda che si occupa di comunicazione. Qui con molta volontà e facendo sempre il mio lavoro, non arrendendomi mai di fronte alla difficoltà dal calla-center aziendale sono riuscito ad avanzare di carriera e ad arriva a svolgere mansioni nell’ufficio assistenza tecnica. Poi da Crotone l’anno scorso sono passato alla sede di Cosenza .

Quali ragioni ti hanno spinto a lavorare?

Michele- molteplici sono i motivi che mi hanno spinto a compiere questa scelta ma, la ragione principale è s tata quella di avere autonomia personale ed economica. Penso che il futuro ognuno lo si deve costruire con le proprie mani senza aspettare che le cose accadono fortuitamente.

Da quanto tempo studi all’Università?

Michele-Ho maturato questa decisione l’anno scorso, quando sono arrivato a Cosenza per lavorare.

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a studiare?

Michele– Ho scelto di studiare perché ritengo che sia importante avere a disposizione un patrimonio di conoscenze elevato per affrontare meglio la vita e per poter capire meglio ciò che ci circonda. Inoltre,conseguirle la laurea per me sarebbe motivo di soddisfazione personale. Infine credo che oggi avere un titolo di studio aiuti molto perché oggi senza una laurea è difficile barcamenarsi nel mondo del lavoro e nella società. Con la laurea credo che ci siano più opportunità e possibilità di scelta.

Lavorare e studiare è complicato quali difficoltà hai incontrato nel coniugare lavoro e studio?

Michele– Le difficoltà maggiori sono legate al ritmo lavorativo che spesso mi lascia poco tempo per studiare, al ritorno a casa infatti la stanchezza si fa sentire ed è difficile quindi trovare la concentrazione giusta per stare sui libri, perché anche l’attività di studio richiede molto impegno. Inoltre alcune volte è difficile far combaciare gli orari di lavoro con quelli dei corsi da seguire.

Secondo te l’università viene incontro a uno studente lavoratore?

Michele-In linea generale credo di no, perché in molte facoltà non è previsto un programma per giovani lavoratori. Il programma consentirebbe infatti di poter coniugare le esigenze di chi lavora e consentirebbe maggiore flessibilità nella gestione del tempo a disposizione.

Il mondo del lavoro viene incontro allo studente?

Michele-Indubbiamente si, infatti sono previsti
giorni di permesso retribuiti nel periodo in cui lo studente deve sostenere l’esame. L’azienda concede tre giorni al lavoratore a cui si aggiunge la data dell’esame.

Pensi che una laurea ti posso aiutare in campo lavorativo?

Michele-Credo di si. La laurea è fondamentale. Col titolo di studio conseguito all’università puoi avere grandi soddisfazioni e quanto meno sperare di giungere a posti importanti si hanno insomma . più possibilità.

Quali sono gli obiettivi che ti poni di raggiungere nella vita e come vedi il tuo futuro?

Michele– Vorrei costruirmi una famiglia e condurre una vita abbastanza agiata anche se il futuro delle nuove generazioni non lo vedo roseo, anzi si vivono tempi duri in Italia.

Pensi che il nostro paese aiuti le nuove generazioni e gli offra prospettive per costruirsi un futuro?

Michele-Penso di no, i giovani sono poco valorizzati, infatti, i migliori cervelli emigrano all’estero. In Italia purtroppo, conta più avere la raccomandazione e questo vale in ogni settore.

Da studente come giudichi le ultime riforme universitarie che si sono succedute nel tempo?

Michele– Negative, inconsistenti, deleterie. Si sta uccidendo il nostro pensiero, la cultura viene considerata non necessaria. Inoltre si sta uccidendo il paese. Tagliano e non investendo nella ricerca non si crea sviluppo e il paese arranca e non decolla.

Per cambiare le cose cosa bisognerebbe fare?

Michele– Cambiare la classe dirigente del nostro paese. Favorire l’ ingresso nei posti chiave di gente valida e capace e mandare a casa coloro che hanno distrutto la nostra terra.

Cosa ti senti di consigliare a chi intraprende la scelta di studiare e lavorare?

Michele– Occorre studiare quotidianamente e non trascurare mai lo studio perché altrimenti Ci si ritrova con l’acqua alla gola . Inoltre le parole d’ordine sono volontà, impegno, sacrificio e sopratutto passione e amore per le attività che si svolgono.

Finisce cosi il nostro dialogo con una grande iniezione di fiducia. Michele è la dimostrazione che ancora per fortuna, giovani di capacità e volenterosi esistono in Italia . Michele come tanti altri, la parte migliore di una generazione. esempi vividi di come ci sia un’Italia migliore, basta solo valorizzarla

Vincenzo Amone

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