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14 ottobre 2011

Arghillà, strada mulattiera: i giovani del quartiere improvvisano una petizione da inviare al Comune

L’università, non serve solo come trampolino di lancio per svolgere nel futuro l’attività lavorativa che ognuno di noi sogna.

No, altrimenti sarebbe troppo riduttivo. Si diventa persone civili, e coscienziose anche avendo rispetto di tutto ciò che ci circonda.

Un titolo di studio non è sufficiente per diventare uomini.

Il percorso universitario serve, per questo, a rafforzare lo spirito critico di tutti gli studenti che decidono di intraprendere tale percorso.

Gli insegnamenti che vengono impartiti in questo periodo, possono essere anche trasportati all’esterno.

Sono insegnamenti lineari, che, attengono al vivere comune e nei quali spicca il dovere civico del quale ognuno di noi deve esserne un sano portatore e divulgatore.

Un esempio ci è fornito, da 3 ragazzi dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria: Sebastiano Cutrupi, Carmelo Idone e Fabio Pilò.

Tre persone che vivono nel popoloso quartiere Arghillà, facente parte della VII circoscrizione del comune di Reggio Calabria.

Un quartiere difficile, nel quale si evidenziano diversi problemi: degrado, emarginazione, e per finire anche problemi di rete stradale.

E’ su quest’ultimo problema – non che quelli prima menzionati siano meno gravi – che i tre ragazzi vogliono sensibilizzare l’attenzione del comune, e per farlo, sono pronti ad una raccolta di firme.

L’appuntamento per espletare tale forma – assolutamente pacifica di protesta – è previsto la prossima domenica presso la parrocchia “Sant’Aurelio Vescovo” del quartiere.

E’ inammissibile” – dice Fabio Pilò – “vedere per un quartiere così grande non si faccia niente per far fronte ad un problema così grave che mette a rischio l’incolumità di tutti i residenti.

Si verificano spesso incidenti stradali, ma nonostante questo, il comune non si prodiga per mettere fine a tale problema.

Gli interventi da fare in questo quartiere sono molti e tutti importanti. Quella della prossima domenica sarà soltanto l’inizio di una serie di petizioni che saranno ovviamente rivolte al comune per porre fine a questo scempio urbanistico che siamo costretti a subire nel nostro quartiere“.

Marco Cristofaro

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