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10 ottobre 2011

Merendine: un break poco salutare

Un importante momento della giornata universitaria, dal punto di vista nutrizionale è il cosiddetto breakUn importante momento della giornata universitaria, dal punto di vista nutrizionale, in particolare per gli studenti alle prese con corsi che si susseguono, ma anche per i docenti, è il cosiddetto break. Per i ragazzi tra i banchi universitari infatti, l’orario delle 10:30 non è solo sinonimo di una piccola pausa didattica, ma anche l’occasione per consumare un gustoso spuntino.

Troppo spesso tuttavia, durante queste pause, spuntano fuori le classiche merendine, che magari saranno anche saporite e veloci da consumare, ma che costituiscono anche una minaccia soprattutto per i giovani. Si tratta di alimenti senza alcun valore nutrizionale, apportatori di zuccheri e grassi idrogenati ; l’elevato contenuto calorico delle merendine inoltre, soprattutto se consumate quotidianamente, rischia di indirizzare verso l’obesità giovanile.

Insomma prodotti preconfezionati, ma anche focacce ricche di olio e farcite con ogni ben di Dio non sono certo salutari ed appesantiscono l’organismo, con conseguenze negative sullo stato di attenzione e la capacità di mantenere la concentrazione nelle successive ore della giornata in ateneo. Spesso e volentieri questa cattiva abitudine della merendina o dello snack dolce o salato che sia, è figlia della fretta che caratterizza le prime ore del mattino in casa, quando è comodo e sbrigativo aprire un pacco di prodotti preconfezionati e pescare qualcosa da mettere in borsa da consumare poi a metà mattinata. Altra abitudine e comodità è poi quella di acquistare tali prodotti al bar o tramite i distributori.

Dunque un consiglio fondamentale : rispettando le esigenze di ciascuno e non volendo entrare nel merito di queste ultime, sarebbe quanto meno opportuno non fare un abuso delle varie merendine, ma soprattutto cercare di mettere in borsa alimenti sani quali yogurt, una fetta di dolce fatto in casa o meglio ancora un frutto fresco di stagione. Ci si sbrigherà ugualmente e la sana qualità nutrizionale sarà assicurata. Per quel che concerne la sete, meglio soddisfarla con la semplice acqua, evitando quindi i succhi di frutta eccessivamente zuccherati e le varie bevande gassate. In generale badate anche alle porzioni : lo snack dell’intervallo, oltre a non dover appesantire per le successive ore di lezione, deve lasciare il posto alla giusta fame che precederà il pranzo.

Andrea Cioffi

Biologo – Nutrizionista

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