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24 novembre 2011

Bologna: Continua il braccio di ferro tra Comune ed Insolventi per una nuova sede

Con la concessione del teatro San Leonardo al gruppo dei Draghi Ribelli sembrava si fosse aperto un fronte di collaborazione tra manifestanti e Comune, tanto da spingere il collettivo Bartleby, associato agli Insolventi, occupanti dell’ex cinema Arlecchino, di avanzare la richiesta di una nuova sede, dopo che l’Alma Mater aveva rifiutato di concedere il rinnovo per l’uso dei locali in via San Petronio Vecchio.

Pronta è stata però la reazione dell’assessore Ronchi, il quale, ricordando che fu lo stesso collettivo a rompere le trattative con il Comune, occupando l’ex Arlecchino, ha rispedito al mittente la richiesta.

I ragazzi del Bartleby hanno risposto a questo rifiuto con sdegno e sorpresa, accusando l’Assessore di fare della rappresaglia politica in quanto se è vero che l’ex Arlecchino è stato occupato, è anche vero che non è possibile associare la decisione di questa azione al solo collettivo Bartleby, poichè non erano gli unici a far parte degli Insolventi, che al loro interno hanno visto confluire numerose realtà cittadine, tanto da contare circa quattrocento contatti.

A nulla, inoltre, sono valse le dichiarazioni, rilasciate dai ragazzi del collettivo, circa il loro progetto artistico e la loro intenzione di creare una realtà sociale e politica aperta, accogliendo persone di ogni età, estrazione sociale e orientamento politico, in grado di coinvolgere tutta la città, aderendo agli Insolventi soltanto per partecipare alla manifestazione globale contro la crisi e contro le banche.

Ancora una volta, è l’assessore Ronchi a risponde, affermando di non credere a queste iniziative ed accusando i ragazzi di agire contro gli stessi valori e le idee che cercano di portare avanti.

Queste parole, è facile capirlo, sono dovute all’attuale situazione che si vive in Sala Borsa, con gli Insolventi che, trattenendosi oltre gli orari di chiusura, stando alle parole di Ronchi “creano disservizi, in uno spazio in cui è possibile fare ed offrire cultura, costringendo i dipendenti della biblioteca a fare gli straordinari” andando contro, quindi, due delle idee fondanti del collettivo: ottenere spazi liberi in cui fare cultura e rivolgersi ai lavoratori, per cercare di farli confluire all’interno del movimento stesso.

Ronchi però non si ferma qui, criticando la portata del movimento stesso, considerato interessante ma non in grado di attirare un numero tale di persone da creare un gruppo che si muova all’unisono, concludendo con una esortazione “Eviterei di spacciare un cineforum per una grande occasione culturale”.

Insomma, sembra proprio che proseguire il dialogo non sia proprio possibile, a meno che, precisa ancora Ronchi, gli Insolventi non cambino atteggiamento, non soltanto verso le istituzioni ma soprattutto verso l’attuale amministrazione comunale, in quanto, “Concludiamo accordi solo con realtà che prima dialogano e poi mantengono i patti”, frase che tende a giustificare la concessione del teatro San Leonardo ai Draghi Ribelli.

Se la questione Insolventi sembra ormai chiusa o comunque rimandata, un altro collettivo universitario, i CUA, nel pomeriggio, hanno occupato un’aula all’interno del Dipartimento di Italianistica, in via Zamboni 32.

I ragazzi del Collettivo Universitario Autonomo, che hanno dovuto confrontarsi con la Preside e le forze dell’ordine, non mollano, dichiarando che non si lasceranno intimorire e continueranno la loro protesta, seguendo lo slogan “Contro la crisi occupa spazi, costruisci laboratori”.

Francesco Pandolfi

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