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14 novembre 2011

Investire maggiormente sul Diritto allo Studio Universitario

Maggiore integrazione e uniformità di gestione degli interventi per il Diritto allo Studio Universitario fra gli Enti di tutte le regioni d’Italia preposti all’erogazione dei servizi di supporto agli studenti universitari. Maggiore generosità da parte del ministero centrale nel trasferimento dei finanziamenti per il settore, od oggi fortemente assottigliati, e impegno per una revisione del quadro normativo di riferimento.

Questi i messaggi chiave emersi dal Convegno Nazionale “Ripensare il Diritto allo Studio Universitario” organizzato dall’Azienda Regionale DSU Toscana, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale degli enti per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU) e svoltosi giovedì scorso nella sala convegni del Complesso Sant’Apollonia.

In apertura il Presidente DSU Toscana Marco Moretti, salutando i numerosi rappresentanti di Regioni, Aziende DSU, Università, Organismi di ricerca e di Programmazione Economica presenti all’iniziativa, non ha nascosto le difficoltà a cui gli Enti per il Diritto allo Studio devono far fronte per garantire l’erogazione dei servizi a seguito della contrazione di finanziamenti. Le politiche del DSU vanno attualizzate rispetto ad un quadro normativo vecchio di vent’anni che necessita di una revisione. Revisione che era di fatto iniziata ad opera di una commissione appositamente istituita dal Ministro Gelmini che rischia di subire una battuta di arresto a seguito dell’imminente crisi di governo.

Alle sue parole hanno fatto eco quelle della VicePresidente della Regione Toscana, Stella Targetti. La Regione Toscana dedica grande attenzione al diritto allo studio giudicandolo uno degli interventi prioritari delle proprie politiche e al quale indirizza una buona parte di risorse aggiuntive ad integrazione di quelle mancanti in arrivo dal Ministero. Ma se lo Stato non offrirà un apporto economico e di programmazione più rilevante per il futuro si rischia seriamente che questo tipo di intervento sociale entri in affanno e non si possa garantire una adeguata distribuzione di borse di studio e servizi a tutti gli aventi diritto.

A parlare di maggiore coordinamento fra gli attori che si occupano di diritto allo studio in Italia è stato il Presidente Nazionale dell’Andisu Maurizio Natali, auspicando la creazione sia di una carta internazionale dello studente che permetta a tutti gli iscritti alle università italiane di accedere a pari condizioni agli stessi servizi su tutto il territorio nazionale e all’estero, sia la creazione di un osservatorio permanente sui temi del dsu per monitorare l’evoluzione del settore e supportare gli organismi incaricati di delineare la normativa di riferimento.

Il convegno è stato poi arricchito dal contributo di illustri ricercatori a partire dall’analisi dello stato di attuazione delle politiche per il diritto allo studio nell’attualità fatta da Giovanni Finocchietti e Martin Unger del gruppo di lavoro Eurostudent sulla condizione di vita degli studenti in Italia e dal dott. Nicola Sciclone dell’Istituto per la Programmazione Economica della Toscana sull’efficacia degli interventi per il dsu.

Del futuro delle azioni di sostegno della formazione universitaria si sono infine occupati Federica Laudisa dell’Osservatorio Regionale Università e DSU del Piemonte, Nadia Garuglieri della IX Commissione Conferenza Regioni e Pubbliche Amministrazioni, Luciano Modica, già Rettore dell’Università di Pisa e Presidente della Conferenza dei Rettori d’Italia, Gianluca Scuccimarra e Lorenzo Zamponi in rappresentanza degli studenti.

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