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18 dicembre 2011

Antonio Marzullo ospite a Creactivitas

Oggi, 18 Dicembre, l’Orchestra del Teatro Verdi di Salerno, diretta dal maestro Daniel Oren, si esibisce a Palazzo Madama, dopo essere stata selezionata, appunto, per eseguire il tradizionale concerto di Natale al Senato.

Sottratto agli impegni che si può immaginare essere stati pressanti, lo scorso Lunedì il segretario artistico del teatro, Antonio Marzullo, è stato ospite dell’Università degli Studi di Salerno in occasione dell’incontro conclusivo di “Creactivitas”, laboratorio di economia creativa promosso da Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, DaViMus ed Unisound.

L’incontro, intitolato “Il ruolo dell’istituzione teatrale nel processo di riqualificazione della città di Salerno” si proponeva di “analizzare il ruolo centrale che il teatro Verdi ha svolto in questi anni nel processo di pianificazione strategica a base culturale”, ed oltre a quella del citato Marzullo ha visto la presenza del Prof. Fabio Borghese, responsabile scientifico di Creactivitas, e della Prof. Isabella Innamorati, docente di Storia del Teatro al DaViMus.

Marzullo ha innanzitutto voluto ripercorrere la storia del teatro Verdi a partire dalla riapertura, dopo quasi 14 anni, nel 1997: «Alla riapertura avemmo problemi seri a riempire il teatro. La prima opera ad essere messa in scena fu il Falstaff, ma la gente non era abituata a questo tipo di prodotti. Eppure la tenacia del sindaco De Luca, che ha sempre creduto fermamente nella possibilità di stabilire un teatro di eccellenza, ha dato i suoi frutti».

L’ospite ha poi rimarcato l’importanza di determinate scelte artistiche, ad esempio quella di puntare su nomi di grande richiamo, quali quelli dello stesso Oren e di Franco Zeffirelli «I grandi artisti sono umili, il loro principale pensiero è quello di non mancare di rispetto al proprio pubblico; inoltre il pubblico affezionato, in particolare quello della lirica, segue ovunque gli artisti preferiti».

E ancora, l’importanza di radicare un importante centro teatrale in un determinato territorio, anche dai punti di vista del lavoro («Creare un coro di 80 persone vuol dire dare lavoro ad 80 persone che hanno studiato per ricoprire quel ruolo») e meramente economico («Abbiamo prodotto un allestimento della “Traviata” di Zeffirelli, ed ora ci capita di fittarlo almeno due volte l’anno ad altri teatri: fittandolo per due volte a 50.000€, il comune guadagna automaticamente 100.000€»), oltre a tutte le beghe politiche che purtroppo affliggono anche ambiti come quello teatrale.

Infine, qualche consiglio agli studenti: «Cercate di capire quali sono i meccanismi dell’ambito dello spettacolo, e studiate. L’arma dei poveri è lo studio, e la cultura è l’anima di un Paese civile».

Pasquale Parisi

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