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8 dicembre 2011

GOVERNO: Volpi “Quando i ministri favoriscono il nepotismo, le loro lacrime non ci bastano”

“Scoprire che la figlia del Ministro Fornero insegna nella stessa Università nella quale insegnano i genitori ed è la responsabile del settore ricerca dell’ente creato dalla fondazione di cui il Ministro è stato vicepresidente fino allo scorso anno non ci stupisce più di tanto, è la prova che, tecnici o no, da troppo tempo i governi fanno i propri interessi e non quelli degli Italiani” lo dichiara Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria commentando la notizia di Silvia Deaglio, figlia del Ministro e di Mario Deaglio, professore associato nella facoltà di Medicina all’Università di Torino la stessa, appunto, in cui insegnano i suoi genitori.”Non vogliamo mettere in dubbio la preparazione e la competenza della Dott.ssa Deaglio, eppure – continua la nota – dopo che a seguito di innumerevoli proposte e battaglie siamo riusciti ad ottenere con la Riforma Gelmini la norma anti parentopoli, non possiamo stare zitti difronte all’ennesimo affronto per gli studenti e i ricercatori che senza Santi in Paradiso devono sgobbare per anni prima di ottenere un qualsiasi riconoscimento.

Il Ministro Profumo ha dichiarato di voler proseguire sulla strada intrapresa dal vecchio esecutivo, ma da queste prime battute e da questa manovra non si evince nessuna attenzione all’Università né ai giovani ricercatori. Dove sono i fondi per l’istruzione e la ricerca che tanto si reclamano da anni, dove gli aiuti alle carriere dei giovani che si affacciano al mondo accademico?”

“Ci aspettiamo dal Ministro Fornero che dopo le sue lacrime in diretta al momento di chiedere sacrifici agli italiani, anche ora abbia il coraggio di parlare agli italiani per spiegare il perchè fra tanti studenti e ricercatori giovani e meritevoli sua figlia abbia ottenuto ben due incarichi di prestigio in due enti in cui Lei è coinvolta in prima persona, e si impegni a promuovere e favorire misure che vadano nella giusta direzione e contribuiscano a migliorare le posizioni dei giovani. Continuando a pensare che le sue lacrime fossero sincere e in buona fede – conclude Volpi – ci aspettiamo ora una risposta altrettanto sincera”.

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