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2 dicembre 2011

Ricerca sulla formazione delle piastrine: l’Italia partecipa

Pubblicata ieri 30 novembre sulla nota rivista Nature una recente scoperta che potrebbe essere fondamentale per la medicina: alcuni istituti di ricerca internazionali, infatti, hanno condotto il più grande studio sulle varianti genetiche coinvolte nella formazione delle piastrine, riuscendo così a scoprirne la loro origine.

Ad effettuare le ricerche, un centinaio di istituzioni di ricerca internazionali, di cui ben nove italiane: l’Accademia Europea di Bolzano, l’Irccs-Burlo di Trieste, lo Shardna Life Sciences di Cagliari, l’Istituto di zootecnica dell’Università cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto scientifico San Raffaele di Milano, l’Istituto di ricerca genetica e biomedica di Cagliari, l’Istituto di genetica molecolare di Pavia, l’Istituto di genetica e biofisica di Napoli e l’Istituto di genetica delle popolazioni di Sassari.

Gli studiosi hanno effettuato lo studio analizzando 70mila soggetti europei ed asiatici e le loro rispettive varianti genetiche, riuscendo così ad identificare 68 regioni del genoma che regolano numero e volume delle piastrine.

“Il nostro obiettivo in partenza” afferma la dott.ssa Serena Sanna, ricercatrice dell’Irgb-CNR di Cagliari “era quello di capire quali geni controllassero la produzione delle piastrine, comprenderne i meccanismi biologici e definire il loro ruolo nelle malattie emorragiche e trombotiche“.

Il prof. Francesco Cucca, direttore dell’Igb-CNR di Cagliari e professore di Genetica dell’Università di Sassari, continua dicendo “La nostra ricerca rappresenta un importante esempio, poichè dimostra che gli studi di associazione dell’intero genoma, insieme all’analisi bioinformatica e biologica, possono contribuire alla comprensione dei meccanismi implicati in questo fondamentale aspetto della coagulazione“.

Questa scoperta rappresenta, dunque, un fondamentale passo avanti per la medicina. L’aumento di piastrine o del loro volume può causare molti problemi per la salute, tra cui ictus, malattie trombotiche e coronariche. Al contrario, invece, poche piastrine possono essere causa di emorragie.

Conoscere l’origine di queste componenti del sangue può aiutare la ricerca e la medicina a prevenire e curare questo tipo di patologie.

Bianca Crivelli

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