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27 gennaio 2012

Crisi occupazionale? Non più, ora ci pensa Facebook

Crisi occupazionale
Crisi occupazionale

Crisi occupazionale

Chi l’avrebbe mai detto che Facebook non è poi così male e può risolvere anche una crisi occupazionale?

Ebbene si, il tanto odiato Facebook “compagno” delle nostre giornate può finalmente vantare di aver trovato il rimedio per la crisi occupazionale.

Infatti, secondo il rapporto emesso da Deloitte, Facebook avrebbe creato un giro d’affari che sono il Europa è pari a 15,3 miliardi di euro con la conseguente creazione di ben 232 mila posti di lavoro.
Ovviamente i posti di lavoro non riguardano chi come noi passa ore e ore davanti al pc chattando, caricando foto, aggiornando il suo stato o altro ma chi ci lavora dietro.

Il rapporto steso da Deloitte si è focalizzato su quattro punti:

  • l’impatto diretto (dipendenti, uffici, attrezzature e fornitori),
  • la business partecipation (vantaggio economico acquisito dalle aziende con la loro presenza sul social network),
  • le aziende che sviluppano applicazioni per Facebook,
  • l’impatto che ha sull’acquisto di nuove tecnologie da parte degli utenti, come smartphone e tablet.

Considerando tutti questi aspetti Deloitte ha potuto stimare che tra i paesi europei che riescono a sfruttare meglio questo fenomeno insieme alla Francia, la Germania e l’Inghilterra c’è anche l’Italia che grazie alle aziende che hanno investito le loro risorse in questo nuovo settore (Banca Ifis, 4WDItalia e FotoDiscount) è riuscita a creare un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro e 35 mila posti di lavoro (di cui 21 mila ottenuti grazie alla business partecipation), pari a circa il 16 % del totale europeo.

Dora Della Sala

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