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22 gennaio 2012

Il Giorno della Memoria, per non dimenticare la Shoah

Il 27 gennaio del 1945 le forze alleate liberarono dai tedeschi Aushwitz, il più grande campo di concentramento e di sterminio nazista simbolo della Shoah. In questo lager, sul cui cancello capeggia la scritta Arbeit macht frei ( Il lavoro rende liberi), almeno un terzo, dei sei milioni d’ebrei, deportati nei campi di sterminio, trovò la morte nelle camere a gas, per fame, malattie, torture e stenti.

67 anni dopo, nella stessa data, si celebra Il Giorno della Memoria, per non dimenticare un’orribile realtà senza precedenti. Il Giorno della Memoria che è stato istituito da oltre un decennio, vuole rievocare, appunto, il dramma di un popolo che, in un passato non lontano da noi, si è consumato.

La giornata del 27 gennaio vuole renderci consapevoli di ciò che l’uomo è stato capace di fare, con la speranza che tutto ciò che è accaduto, in un’epoca troppo vicina alla nostra, non si ripeta più.

Tante saranno le celebrazioni per questa giornata. L’Università della Calabria, che ormai celebra il Giorno della Memoria dal 2007, e che è diventato un punto fermo a livello nazionale, ha istituito pure per quest’anno, un vasto programma che prevede, fra l’altro, anche corsi di Storia e Didattica della Shoah.

Le manifestazioni inizieranno il 24 gennaio, presso l’Ateneo calabrese, con un seminario organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche, che tratterà gli usi politici del concetto di nostalgia e vedrà la presenza di Rolf Petri. Nella stessa giornata del 24, sarà presentata a Roma, alla Camera dei Deputati, La rete universitaria per il Giorno della Memoria che testimonia l’unione sul tema della Shoah e dell’educazione alla cittadinanza fra alcuni docenti dell’Università della Calabria ed altri colleghi di 13 Atenei Italiani.

Venerdi 27 ci sarà all’Unical un convegno internazionale dal titolo “I semi del razzismo. Aushwitz, 27 gennaio 1945”, dove ci sarà un’interessante lezione Magistrale introdotta da Roberto Finzi. Le manifestazioni per questa ricorrenza termineranno sabato 28 gennaio al Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia con la presenza dello scrittore israeliano Nir Baram.

Lucia Miceli

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