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Martone: “Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato”

Redazione Controcampus 24 Gennaio 2012
R. C.
29/05/2022

Dopo l’appellativo di “bamboccioni”, direttamente dal Governo arriva un nuovo epiteto per i ragazzi e le ragazze italiani formalmente in ritardo sulla tabella di marcia della laurea: “sfigati”, per lo meno devono ritenersi tali se il titolo arriva dopo i 28 anni, così, almeno, li ritiene il viceministro al lavoro e alle politiche sociali.



Controcampus
Dopo l’appellativo di “bamboccioni”, direttamente dal Governo arriva un nuovo epiteto per i ragazzi e le ragazze italiani formalmente in ritardo sulla tabella di marcia della laurea: “sfigati”, per lo meno devono ritenersi tali se il titolo arriva dopo i 28 anni, così, almeno, li ritiene il viceministro al lavoro e alle politiche sociali.

Michel Martone si è già scusato per aver esagerato i toni della sua dichiarazione, ammettendo “non ho avuto sobrietà”. L’imprudenza è senz’altro scusabile, ma il danno è fatto, del resto si sa che dalla polemica si passa in fretta al fantasma di un’etichetta che risuonerà a lungo come una piccola mortificazione in più nella carriera di chi non è in pari con gli studi.

Al di là del clamore suscitato dal termine politcally incorrect, che non sembra appartenere ad un linguaggio appropriato per un rappresentante della cittadinanza, non si intende qui disquisire sull’offensività della forma, quanto piuttosto sulla superficialità del merito.

È lo stesso viceministro Martone che parafrasa la sua gaffe, puntualizzando più sobriamente, appunto, che il problema dell’età media dei laureati in Italia esiste.

Questo inatteso incidente diplomatico permette finalmente di affrontare a livello pubblico una questione di rilevanza prioritaria e che prima d’ora non è mai stata adeguatamente trattata: il significato politico dell’essere fuori corso. Si può provare a interrogare questo fenomeno osservandolo da vicino per capirlo oltre ogni stereotipo?

Per provarci, occorre chiedersi se essere fuori corso nell’odierna Università italiana e nell’Italia attuale sia esclusivamente un fatto ascrivibile alla classica diatriba manichea tra secchioni e perdigiorno o se, invece, questo spiacevole disagio disveli altre realtà ben più complesse che necessitano di intepretazioni più accorte e pregnanti di quelle finora registrate dal sistema.

Un sistema che, è innegabile, spinge tutti verso percorsi prestabiliti, secondo prestazioni catalizzate da competizione ed ambizione distruttive, gratificate da riconoscimenti misurati da crediti e voti, in una centrifuga di ulteriori specializzazioni che sono comunque insufficienti a garantire un impiego sicuro. Ad un progessivo slittamento in avanti delle pretese del sistema accademico, in termini di anni e di tasse da pagare, fa da contraltare l’unico trofeo certo che, come ammette lo stesso Martone, è solo la gloria: “essere secchioni è bello, perchè vuol dire che almeno hai fatto qualcosa”.

Forse è questa la cosa più triste: venire a sapere che un giovane, sicuramente preparato e competente, come il Viceministro non si sia mai reso conto, nemmeno durante la sua carriera universitaria, che la stragrande maggioranza dei giovani studenti e studentesse non si lasciano accecare dalle logiche di rivalsa del potere e dai suoi dispositivi in un Paese che sui giovani punta ben poco e la cui considerazione di essi è già stata più volte ribadita.

Invece quello che è sfacciatamente visibile, anche se non lo si vuole ammettere, è che esiste una parte della realtà non rappresentata, misconosciuta che è quella che si compone di un gran numero di studenti pieni di risorse: alcuni dei quali riescono a procedere senza scantonamenti fino alla fine del percorso universitario gestendo le varie difficoltà ed incertezze; altri invece iniziano a porsi dei dubbi sulle prospettive e sul senso di quello che stanno studiando durante il percorso, “perdendosi”. Un “perdersi” che si rivela necessità di uscire momentaneamente dal circuito della formazione accademica, per guardarsi intorno, per capire alternative e soluzioni, per trasformare consapevolezza e paura e senso di straniamento in energie, cercando poi di capire come investirle o dove trovare quell’immaginazione e quella forza necessarie per “inventare” un futuro nuovo.

Senza fraintendere il Viceministro, poiché è evidente come, con le sue parole, volesse porre l’accento (purtroppo in via escludente e “violenta”, quindi non lucida) su un fenomeno che gli pare uno dei mali dei giovani; c’è da dire che egli non si è reso conto che la faccenda può essere guardata da un altro punto di vista: ossia considerando il fenomeno come la testimonianza di un sistema che non funziona, che non è all’altezza delle aspettative formative di molte persone. Aspettative formative che non stanno solo in tecnicismi od in investiture, ma che si trovano piuttosto nel senso libero del sapere e nel metodo critico, che in molte facoltà è sacrificato alle logiche dell’aziendalizzazione del rapporto insegnate-studente.

Formare significa ormai forgiare e plasmare, più che curare e trasmettere ed il fatto che molti studenti scontino la sofferenza per questo stato di cose è, a dispetto di ogni facile conclusione, una diagnosi positiva sulle aspettative esistenziali degli italiani e delle italiane, futura classa dirigente, attuali e futuri elettori, cittadini e cittadine che amano il proprio paese: nessuno più crede che basti essere i primi della classe, primi nella gara alla corsa per il potere o altri spauracchi, per essere persone che “posso fare qualcosa”, qualcosa per sé e per il mondo, anzi, in molti, ormai, si sono accorti che “essere i primi della classe” non è che una gabbia. Il prestigio e il potere non sono il solo fine valido per tutti, per tanti, viene prima la consapevolezza che la conoscenza è oltre l’università e che i propri desideri non sono mercanteggiabili.

Allora, diventa possibile ridefinire i confini ed i significati dell’esperienza di coloro che sono percepiti come ai “margini”, non omologati e diretti verso ciò che il potere indica come il “centro”. È possibile pensare che chi sta ai margini vuole starci e non può fare altrimenti, perché, mutuando le parole della filosofa afro-americana Bell Hook, “la marginalità è qualcosa di più di un semplice luogo di privazione, è un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza, non è una marginalità che si pensa di perdere, ma piuttosto un luogo in cui abitare, a cui restare attaccati e fedeli, un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi”.

C’è anche questo, bisogna sforzarsi di vederlo, per questo Michel Martone ha fatto un errore veniale, a patto che si sforzi di adottare “nuove lenti” su ciò che lo circonda: cioè tante storie, tutte differenti, di studenti e studentesse che intraprendono strade diverse da quell’unica ch’egli ritiene praticabile ed esemplare. C’è di più, e in quel di più c’è anche la sofferenza di chi sta cercando, con grande fatica, la propria strada.

Laura Testoni

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto