• Google+
  • Commenta
25 gennaio 2012

Martone: “Non mi pento di aver detto ‘sfigato’ perché lo penso”

Nessun passo indietro da parte di Michel Martone. Il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali del Governo Monti non si pente delle sue dichiarazioni che lo hanno posto al centro del dibattito pubblico nelle ultime ore. Le esternazioni di martedì hanno ricevuto diverse critiche negative, ma nonostante ciò il giovane viceministro non si è pentito di aver definito “sfigato” chi si laurea a 28 anni.

Durante la puntata de “La Zanzara” di Radio 24 Ore di martedì sera, condotta dal pungente Giuseppe Cruciani, Michel Martone ha ribadito il proprio punto di visita, seppur moderando i toni. Il viceministro ha spiegato così la propria dichiarazione: ”Parlavo dell’importanza dell’apprendistato e del fatto che l’età media dei laureati in Italia è troppo alta. A chi si laurea tardi preferisco un giovane che fa l’apprendistato e inizia a lavorare a 16 anni. Siamo in un momento in cui è meglio che i giovani italiani inizino a lavorare, bisogna sbrigarsi e dare il massimo.”

In merito alle critiche – che sono emerse in abbondanza su blog, giornali e social network-, Martone spiega che a suo avviso sono emerse perché ha toccato un nervo scoperto, un tasto dolente. “Non mi pento di aver detto ‘sfigato’ perché lo penso – ha dichiarato il viceministro ai microfoni di Radio 24 Ore – mi dispiace solo di non essere stato più sobrio.”

Intanto il dibattito in merito alla dichiarazione di Martone continua a alimentarsi sul web e nelle dichiarazioni di rappresentanti di partiti politici e associazioni studentesche. Queste ultime chiedono, quasi in maniera unanime, le sue dimissioni o, per lo meno, le sue scuse. Queste reazioni dimostrano che il viceministro ha effettivamente toccato un nervo scoperto, ma senza prestare troppa attenzione a come toccarlo.

Alessio Testa

Google+
© Riproduzione Riservata