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27 febbraio 2012

Che fine ha fatto il vero Festival di Sanremo?

 

Anche quest’anno è andata in scena l’edizione canora più importante d’Italia, il festival di Sanremo. In molti però si sono chiesti che fine ha fatto la vera musica italiana, quella dell’eclettico Franco Battiato o dell’indimenticato Luigi Tenco o anche quella più spensierata ma sempre di gran qualità di Lucio Battisti. Certo gli esempi fatti sono sicuramente termini di paragone irragiungibili ai giorni nostri.
Pensare ad un podio composto da Emma, Arisa e Noemi fa quasi venire i brividi. Ma è davvero questa la musica italiana? E’ davvero questo il prodotto che noi italiani esportiamo all’estero?

Il Festival della canzone italiana è uno dei format televisivi maggiormente seguiti al di la dei confini nazionali. Chissà come avranno visto  il ritorno sullo schermo televisivo di un attempato Adriano Celentano che si è scagliato ( con pensieri anche condivisibili) contro riviste cattoliche come Famiglia Cristiana e L’Avvenire. O l’apparizione di Belen che  si è presentata sul palco dell’Ariston con un vestito che nulla lasciava alla fantasia.

Se Sanremo è lo specchio dell’Italia poco ci manca. Anche il festival è stato colpito dalla manovra Mario Monti. Niente super ospiti con i loro cachet stratosferici. Niente vallette alla Ecclestone. Insomma un Sanremo sotto tono che comunque è riuscito a bissare il successo della precedente edizione sempre condotta dall’eterno giovanotto Gianni Morandi. Direi che anche il Festival della canzone italiana è stato affidato ad un tecnico, per restare in tema di spread e di pareggio di bilancio tanto gradito alla Merkel.

Se pensiamo che l’ospite di punta di tutta la manifestazione è stato Adriano Celentano allora possiamo capire come questo festival sia fuori dal tempo, quasi anacronistico, così come le canzoni che lo rappresentano. Un intervento quello di Celentano che nonostante le tante critiche ha fatto molto comodo ai signori della Rai. Senza di lui sicuramente i dati auditel non sarebbero stati gli stessi. Infatti il molleggiato è stato chiamato due volte sul palco dell’Ariston e convocato persino da Santoro, per riesumare un programma che sembra essere una brutta copia di Anno Zero. Nulla di innovativo in Italia.

Per non parlare della conduzione della recente edizione della manifestazione ligure. Riesumato Gianni Morandi, la conduzione è stata affidata all’ultimo secondo ad una certa Ivanka, una valletta che molto gradito a certi palazzi di Roma. Non parla italiano e si vanta delle misure del suo seno.  E poi quel tentativo patetico di rilanciare ancora Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, per la gioia di milioni di italiani medi. Roba da far accapponare la pelle.

Poche le note positive di un Festival ancora ancorato alla vecchia tradizione della televisione italiana anni ’80-’90. Una di queste si chiama Rocco Papaleo che con la sua vivacità e la sua simpatia ha tappato i buchi di un Festival che colava a picco come la Concordia di Capitan Schettino. Qualcosa di sicuro va cambiato per il prossimo anno, perchè se una cosa Mario Monti ci ha insegnato è che ognuno ha un ruolo ben preciso in questa società, anche in quella micro di Sanremo.  Ci aspettiamo grandi cose da Sanremo 2013, sempre se un meteorite non ci seppellirà.

 

 

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