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Simboli della Pasqua cristiana, ebraica e ortodossa: quali sono

Flavia de Durante 2 Aprile 2021
F. d. D.
27/07/2021

Simboli della Pasqua cattolica, ortodossa ed ebraica: quali sono, tradizioni, significato, come si festeggia questo giorno, religioni a confronto, dalle uova, all'agnello, al cero.

Il vero significato della Pasqua cristiana cattolica, ortodossa ed ebraica dai fedeli è celebrato annualmente con tradizioni, simboli religiosi e usanze comuni e differenze.

Gli ebrei festeggiano la Pesach ricordando la liberazione dalla schiavitù in Egitto ad opera di Mosè e il viaggio verso la Terra Promessa. I cattolici e gli ortodossi, invece, celebrano la resurrezione di Gesù, dunque il passaggio dalla morte alla vita.

Infatti, l’origine del significato della Pasqua deriva da “pasah”, termine aramaico che indica un “passaggio”. Dal confronto tra queste religioni emergono collegamenti tra le diverse culture: ecco tradizioni, segni e simboli pasquali comuni e differenze.

Quali sono i simboli della Pasqua cristiana cattolica, perché e che significato hanno, tradizioni e origini

I più importanti simboli della Pasqua cristiana cattolica fanno riferimento alla tradizione ed è importante conoscere il loro significato per comprendere il senso profondo di questa festività e delle sue tradizioni, a partire dalle origini.

  • L’uovo e il piccolo pulcino giallo rappresentano nuova vita. Non a caso il periodo pasquale cade all’inizio della primavera, periodo di fioritura e rinascita. Strettamente collegato a questo concetto, il momento della resurrezione di Gesù, con la vita che vince sulla morte;
  • Il coniglio ricorda la lepre, simbolo di Cristo sin dalle origini del cristianesimo;
  • La croce, tra i simboli religiosi pasquali più famosi, in ricordo della passione e della morte di Gesù prima della resurrezione. E’ un segno importante per ogni fedele, in particolare nel periodo pasquale;.
  • L’agnello, che nelle sacre scritture è l’animale mite paragonato a Gesù. Rappresenta il sacrificio di Cristo per salvare gli uomini dal peccato originale;
  • L’ulivo, portato dalla colomba a Noè nella vicenda religiosa dell’arca, è per i cristiani simbolo di pace. Inoltre, è un elemento di grande importanza nella Domenica delle Palme, che segna l’inizio della Settimana Santa. In quel giorno si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme: fu accolto dalla folla proprio con rami di palma e ulivo;
  • Le campane che suonano a festa nel giorno di Pasqua, squillanti e allegre per la Resurrezione. Nel Venerdì Santo rintoccano a lutto, in ricordo della morte di Gesù sulla croce;
  • Il cero rappresenta la luce divina e Gesù risorto, barlume di speranza e salvezza per gli uomini.

Quali sono i simboli della Pasqua ebraica, significato

Ci sono differenze tra i simboli della Pasqua ebraica e quelli cattolici e ortodossi, e il motivo è da trovare specialmente nelle origini del significato e delle tradizioni di questa festività.

Come abbiamo visto, per gli ebrei non c’è la celebrazione della morte di Gesù. Bensì, si ricorda il passaggio dalla schiavitù del popolo ebraico in Egitto alla liberazione.

Durante la Pesach ebraica è tradizione ascoltare i racconti su Mosè e sul viaggio verso la Terra Promessa, a seguito della decima piaga. Fu proprio allora, per i fedeli, che l’Angelo Sterminatore risparmiò i primogeniti ebraici uccidendo solo quelli egiziani. Ciò avvenne poiché gli israeliti avevano tinto le porte delle loro dimore con un segno: il sangue di un agnello. Vedendolo, l’Angelo passò oltre, proteggendoli.

La cerimonia più importante per gli ebrei è il tradizionale pasto pasquale, il Seder, ricco di simboli ebraici pasquali con un significato profondo che richiamano gli eventi della liberazione dalla schiavitù. E’ usanza tradizionale raccontare le storie del popolo ebraico e del faraone egiziano tra una pietanza e l’altra. Inoltre, le famiglie intonano canti tipici e preghiere.

  • l’agnello è il primo simbolo pasquale della religione ebraica, comune a quella cristiana e diffuso nella tradizione sin dalle origini. Il suo sangue salvò il popolo israelita dall’angelo sterminatore. Ogni anno, quindi, la sua carne arriva sulle tavole nel giorno di festa;
  • il pane azzimo, ossia pane non lievitato, non può mai mancare. Fa riferimento alla leggenda secondo la quale gli ebrei, prima di partire per la terra promessa, preparano tutto in gran fretta. Anche il cibo. Per questo motivo, il pane non riuscì a lievitare. Inoltre, durante il periodo di festività è vietato mangiare lieviti e lievitati, poiché rappresentazione del peccato;
  • le erbe amare, che ricordano la sofferenza della schiavitù;
  • il vino dolce. Solitamente se ne bevono 4 o 5 bicchieri, per ricordare le gioia della liberazione;
  • la coppa di Elia. E’ una coppa lasciata apparecchiata davanti ad una sedia che non deve essere occupata da nessun commensale. Il posto, infatti, è preparato per l’Elia delle profezie, ossia colui che annuncerà la venuta del Messia.
  • dopo il pasto, è prevista una benedizione, detta Birkhat Hamazon.

Quali sono i simboli della Pasqua ortodossa, che significato hanno

La Pasqua ortodossa ha simboli della tradizione, comuni a quella cattolica ma con anche delle differenze sin dalle origini della festività per la Chiesa orientale.

Gli ortodossi festeggiano la Pasqua in un periodo compreso tra il 4 Aprile e l’8 Maggio, in un giorno diverso da quella cattolica e dopo quella ebraica.

Per questa cultura religiosa, celebrare la resurrezione di Cristo è molto importante. E’ previsto infatti un lungo periodo di Quaresima, caratterizzato da sacrificio e preghiera, lungo circa sette settimane. Dopo la “Domenica dei Salici”, inizia la settimana santa.

In questi sette giorni ci si dedica al ricordo degli ultimi giorni di vita di Gesù e si celebra la sua resurrezione nella domenica di Pasqua con usanze, abitudini, simboli e tradizioni della religione ortodossa.

  • la candela è presente nella maggior parte dei riti pasquali ortodossi. Segno di luce di salvezza divina e di Cristo. Illumina il buio e viene accesa durante diverse messe della settimana santa. In particolare, il sacerdote accende un cero e lo pone sull’altare. Successivamente, invita i fedeli ad accendere i propri attingendo da quello posto sull’altare;
  • le uova di gallina, simbolo di rinascita. Nella cultura ortodosse vengono fatte sode e sono protagoniste nel periodo pasquale. Infatti, da secoli, vengono decorate con cura e colorate di rosso. Oltre che mangiarle, è abitudine dei fedeli fare battaglie e gare con le uova, amate specialmente dai più piccoli;
  • la croce, come per la religione cristiana;
  • il ramoscello di salice, affine all’ulivo o alla palma cattolica, ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

In alcune zone, inoltre, si organizzano vere e proprie processioni molto scenografiche. In Grecia, ad esempio, le finestre vengono addobbate di drappi rossi per ricordare la passione e il sacrificio di Cristo. Nel giorno della resurrezione, invece, le campane suonano festose.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Studentessa di Lettere Moderne all'Università degli studi di Salerno. Profondamente ecologista e ambientalista, mi occupo di volontariato animalista. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. Amo da sempre la lettura e mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto