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15 febbraio 2012

Docente giovane fa buon brodo

I vertici dell’università Ca’ Foscari non sono nuovi ad iniziative intraprendenti e votate all’innovazione.

Per farsene un’idea, è sufficiente pensare all’introduzione, a partire dal mese scorso, delle tesi digitali; una “rivoluzione tecnologica” che, unitamente all’uscita di scena dei libretti cartacei, comporterà un risparmio di svariate migliaia di euro.

È passato più sotto silenzio il fatto che l’Ateneo veneziano abbia concretamente deciso di far suo, soprattutto nell’ultimo biennio, il classico (per non dire usurato) slogan “largo ai giovani”. Nulla di speciale, in apparenza ; o almeno, non secondo determinati punti di vista.

Sì, perché la perentoria operazione di svecchiamento del personale cui l’Ateneo è stato sottoposto nel corso degli ultimi due anni costituisce, in quello che in ogni contesto, dalla politica al calcio, viene ormai perennemente etichettato come “il paese dei Matusalemme”, un risvolto quantomeno inusuale.

Per affrontare questo discorso è piuttosto utile prendere il via da una statistica dell’anno 2011, secondo cui in Italia all’incirca 16 professori ogni 100 avrebbero un’età inferiore ai 40 anni ed il 55% di essi superi i 50.

Un dato che, snocciolato in questi termini, non dice più di tanto, ma che risulta tanto più allarmante nel momento in cui ci si rende conto di come nessuno, in Europa, sia messo peggio di noi.

La Ca’ Foscari, come da premessa, fa eccezione, se si ha l’accortezza di non lasciarsi ingannare dalle apparenze. L’età media dei docenti veneziani, infatti, è di circa 51 anni, il che a ben vedere combacia quasi alla perfezione con la media nazionale (51,6 secondo l’undicesimo Rapporto sullo stato del sistema Universitario, compiuto dal Miur).

Dov’è dunque rintracciabile la controtendenza dell’Ateneo veneziano? Semplicemente nel fatto che il dato risulti in rapida discesa, nonchè già drasticamente condizionato dalle assunzioni, nel biennio 2010-2011, di professori (in tutto 76) mediamente attestati sui 40 anni.

Analoghi progressi sono stati compiuti nell’ambito del personale amministrativo: gli assunti tra il 1 gennaio 2010 ed il 31 gennaio 2012 vantano un’età media di 37 anni, contro i 46 dell’intero personale. Persino i dirigenti ringiovaniscono: a fronte di una media di 49 anni, le “nuove leve” tendono verso i 45.

Il rettore Carlo Carraro non ha perso l’occasione di sottolineare la positività del trend relativo agli ultimi mesi; pur ribadendo tutte le difficoltà che richieda, “dall’oggi al domani”, una simile inversione di rotta, ha affermato che “senza dubbio l’abbassamento dell’età media di docenti e personale tecnico-amministrativo è un obiettivo forte del nostro ateneo che su questo fronte ha deciso di investire quanto più possibile.

Insomma, c’è ancora da lavorare per portare a decrescere ulteriormente quella media che sia nel caso del docenti ordinari (59 anni) che di associati (53) e ricercatori (44) è ancora dopotutto in linea con i valori riscontrabili in gran parte della penisola.

Carraro è però convinto che si tratti di “uno sforzo dovuto, pur nella difficile situazione economica che le università stanno vivendo nell’ambito di un quadro complessivo molto duro per tutti. Gli atenei hanno bisogno di energie nuove, talenti cui dare l’opportunità di lavorare e fare ricerca.

Il rettore auspica che la Ca’ Foscari non rimanga un caso isolato, ritenendo anzi che uno sforzo di questo tipo “dovrebbe accomunare tutte le istituzioni e il mondo delle imprese nell’ottica di far crescere giovani professionalità con le qualità e le energie per rinnovare e rilanciare l’economia del nostro Paese.

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