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9 febbraio 2012

Il Guggenheim a Roma

 

Il museo Guggenheim, nato per volontà di Solomon Guggenheim nel 1937, giunge al Palazzo delle  Esposizioni di Roma con la mostra: L’Avanguardia Americana 1945 – 1980.

È la grande arte della seconda metà del secolo che si è chiuso, periodo di grandi trasformazioni nella storia degli Stati Uniti: un’
epoca segnata da prosperità economica, rivolgimenti politici e conflitti internazionali, oltre che da progressi sostanziali in ambito culturale.

La mostra prende le mosse dagli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, quando gli Stati Uniti si affermarono come centro globale dell’arte moderna e l’ascesa dell’Espressionismo astratto iniziò ad attrarre l’attenzione internazionale su una cerchia di artisti attivi a New York.

A partire da quel momento, nell’arte americana si assiste a una straordinaria proliferazione delle pratiche estetiche più diverse: dall’irriverente entusiasmo della Pop art per l’immaginario popolare fino alle meditazioni intellettualistiche sul significato dell’immagine che caratterizzano l’Arte concettuale negli anni sessanta; dall’estetica scarnificata del Minimalismo alle sgargianti iconografie del Fotorealismo negli anni settanta.

Pur producendo opere profondamente diverse tra loro, tali movimenti furono accomunati da un impegno sostanziale ad indagare la natura intrinseca, il senso e le finalità dell’arte.

La mostra si apre con uno dei più alti capolavori di Arshile Gorky, il grande Senza Titolo del 1944, ove il pittore, proseguendo il modo di Mirò, ne trascina il surrealismo lontano da ogni vincolo narrativo, e in una dimensione ormai interamente astratta sparge in uno spazio amniotico, segni, avvisi, macchie di colore leggero e acquoreo.

In quest’avvio degli anni quaranta un olio di Tanguysta rappresenta la nozione europea del surrealismo; mentre una piccola carta di Matta dissemina il suo livore su di un paesaggio lunare, a mezzo fra visione fantastica e incubo della mente.

Procedendo nella mostra si va avanti con gli anni e ci vengono mostrati attraverso le opere, tutti i cambiamenti e gli sviluppi dell’arte americana, passando dalla Pop Art al minimalismo, dall’action painting alla pittura fotorealista.

I dipinti, le sculture, le fotografie e le installazioni in mostra, provenienti in primo luogo dalla collezione permanente del museo di New York, rappresentano gli interessi specifici dei singoli curatori, collezionisti e studiosi che hanno promosso l’arte contemporanea del loro tempo, lasciando la loro impronta sull’istituzione.

Il percorso espositivo riflette inoltre l’evoluzione del Guggenheim, da vetrina dedicata alla pittura astratta europea a centro internazionale di riferimento per l’arte moderna e contemporanea.

La mostra, a cura di Laura Hinkson, resterà aperta fino al 6 maggio e per tutti gli studenti, ricercatori e dottorandi delle Università romane, ogni venerdì e il sabato dalle 19.00 alla chiusura del museo, il biglietto sarà di soli 4.00 euro.

 

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