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L’ora di religione “saltata” sempre di più

26 Febbraio 2012
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16/06/2021

Nell'ora di religione le classi si svuotano sempre di più.

Secondo il dossier della Cei (Conferenza episcopale italiana) riguardante l’anno scolastico 2010/2011 la percentuale degli alunni che decidono di lasciare l’aula durante l’ora di religione ha superato il 10%. Dal primo rilevamento della Cei del 1993/1994, la percentuale non è mai stata così alta. Dato altrettanto significativo è quello che riguarda gli alunni che si dedicano a tutt’altro mentre il professore parla di Dio, 800mila unità.

Il fenomeno “fuga” è concentrato soprattutto negli istituti del Nord dove si tocca il 27%, si scende al 19% nelle scuole del Centro, mentre al Sud la percentuale cala vertiginosamente toccando appena il 2,4%.

Nell’ultimo anno le scuole materne hanno fatto segnare un aumento dell’uno per cento netto, passando dal 7,5% all’8,5%, a causa anche di genitori più giovani e meno legati alle tradizioni “culturali”. All’interno dei licei la cosa cambia da un istituto all’altro. I meno propensi alla religione sono i ragazzi degli istituti artistici (21,2%), seguiti dai ragazzi dei professionali (20,7%). Tra i ragazzi che scelgono di non seguire l’ora di religione il 57,3% esce dalla scuola, mentre il restante si dedica ad “attività di studio assistito e non” oppure “ad attività didattiche e formative alternative” (queste le formule usate all’interno del dossier).

Nonostante la costante diminuzione di coloro che partecipano all’ora di religione, è aumentato il numero degli insegnanti della materia. Gli specialisti, infatti, passano dai 12.894 del 2009/2010 ai 13.166 dell’anno successivo, facendo segnare un più 2 per cento. La religione è l’unica materia dove il numero dei suoi insegnanti è in aumento.

A causa del calo delle vocazioni, però, il ruolo di docente è affidato sempre più ai laici, che compongono quasi l’88% del corpo docenti di religione. Docenti, laici e non, che sono designati dai vescovi delle 226 diocesi italiane.

Leggendo questi dati ci si rende conto che l’ora di religione è sempre più spesso “saltata”. Sopratutto negli istituti dove sono i ragazzi a poter scegliere e nelle zone del Paese dove la tradizione religiosa e culturale è meno forte. Verrebbe da chiedersi se non ci fosse bisogno di riconsiderare l’importanza di quest’ora, oppure, di creare all’interno dell’ora di religione un reale dialogo con i giovani sulle varie religione del mondo, considerando che i fedeli di religioni diverse dal Cristianesimo Cattolico sono sempre più in aumento.

© Riproduzione Riservata
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