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26 febbraio 2012

L’ora di religione “saltata” sempre di più

Nell’ora di religione le classi si svuotano sempre di più. Secondo il dossier della Cei (Conferenza episcopale italiana) riguardante l’anno scolastico 2010/2011 la percentuale degli alunni che decidono di lasciare l’aula durante l’ora di religione ha superato il 10%. Dal primo rilevamento della Cei del 1993/1994, la percentuale non è mai stata così alta. Dato altrettanto significativo è quello che riguarda gli alunni che si dedicano a tutt’altro mentre il professore parla di Dio, 800mila unità.

Il fenomeno “fuga” è concentrato soprattutto negli istituti del Nord dove si tocca il 27%, si scende al 19% nelle scuole del Centro, mentre al Sud la percentuale cala vertiginosamente toccando appena il 2,4%.

Nell’ultimo anno le scuole materne hanno fatto segnare un aumento dell’uno per cento netto, passando dal 7,5% all’8,5%, a causa anche di genitori più giovani e meno legati alle tradizioni “culturali”. All’interno dei licei la cosa cambia da un istituto all’altro. I meno propensi alla religione sono i ragazzi degli istituti artistici (21,2%), seguiti dai ragazzi dei professionali (20,7%). Tra i ragazzi che scelgono di non seguire l’ora di religione il 57,3% esce dalla scuola, mentre il restante si dedica ad “attività di studio assistito e non” oppure “ad attività didattiche e formative alternative” (queste le formule usate all’interno del dossier).

Nonostante la costante diminuzione di coloro che partecipano all’ora di religione, è aumentato il numero degli insegnanti della materia. Gli specialisti, infatti, passano dai 12.894 del 2009/2010 ai 13.166 dell’anno successivo, facendo segnare un più 2 per cento. La religione è l’unica materia dove il numero dei suoi insegnanti è in aumento.

A causa del calo delle vocazioni, però, il ruolo di docente è affidato sempre più ai laici, che compongono quasi l’88% del corpo docenti di religione. Docenti, laici e non, che sono designati dai vescovi delle 226 diocesi italiane.

Leggendo questi dati ci si rende conto che l’ora di religione è sempre più spesso “saltata”. Sopratutto negli istituti dove sono i ragazzi a poter scegliere e nelle zone del Paese dove la tradizione religiosa e culturale è meno forte. Verrebbe da chiedersi se non ci fosse bisogno di riconsiderare l’importanza di quest’ora, oppure, di creare all’interno dell’ora di religione un reale dialogo con i giovani sulle varie religione del mondo, considerando che i fedeli di religioni diverse dal Cristianesimo Cattolico sono sempre più in aumento.

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