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2 febbraio 2012

Senegal: scontri tra studenti dell’università di Dakar e forze dell’ordine

Giornata di scontri ieri all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar in Senegal tra le forze dell’ordine e gli studenti del campus. Gli scontri sono scoppiati in mattinata, quando la polizia ha impedito ad alcuni universitari di raggiungere l’ospedale Aristide Le Dantec, dove volevano recarsi per assistere al trasporto del corpo del loro compagno defunto Mamadou Diop in Syndia, dove si sono tenuti i funerali.

Diop, iscritto ad un Master in Lettere Moderne presso l’università, è morto il 31 gennaio scorso durante una manifestazione organizzata dall’associazione M23 per opporsi alla ricandidatura per il terzo mandato del Presidente uscente Wade alle prossime presidenziali, approvata venerdì sera dal Consiglio Costituzionale. Il giovane è deceduto per le ferite riportate dopo essere stato investito da un veicolo della polizia, mentre la folla di partecipanti si stava disperdendo alla fine della manifestazione.

In seguito alla sua morte, gli studenti sono stati costretti a rimanere confinati all’interno del campus dal Gruppo d’Intervento Mobile (GMI) della polizia. Ieri mattina, dopo che le autorità hanno impedito ai ragazzi di poter raggiungere l’ospedale, sono scoppiati gli scontri nelle strade adiacenti l’università: i giovani hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine e bruciato pneumatici in segno di protesta. La polizia, a bordo di pick-up e dotata di tute antisommossa, ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

La situazione ha raggiunto il punto massimo di criticità quando alcuni studenti hanno dato alle fiamme un autobus di linea, dopo aver fatto uscire l’autista ed i passeggeri, in prossimità della zona della stazione. Nonostante i numerosi tentativi da parte della polizia di limitare il più possibile i disordini alla zona universitaria, per molte ore alcune strade della città sono rimaste impraticabili e gli scontri sono avvenuti sotto gli occhi di alcuni passanti curiosi e di pochi automobilisti temerari.

Gli scontri sono poi proseguiti fino al pomeriggio di ieri, quando le autorità sono riuscite a ristabilire l’ordine e a spingere i manifestanti a rifugiarsi all’interno del campus. Vista la criticità della situazione, è possibile che nelle prossime ore possano riprendere nuovi attacchi.

Giulio Oliani

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