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16 febbraio 2012

UniTrento: prosegue la conferenza internazionale delle applicazioni wireless

Ieri con la conferenza inaugurale al Polo scientifico Fabio Ferrari di Povo si è aperta la tre giorni internazionale dedicata ai sensori
e alle applicazioni wireless che sta richiamando esperti e ricercatori da tutta Europa.

A studiare questo tipo di reti e applicazioni sono ricercatori e ingegneri informatici di tutto il mondo riuniti per la conferenza internazionale dedicata alle reti di sensori wireless in corso in questi giorni a Povo nelle aule del Polo Scientifico e Tecnologico
“Ferrari” dell’Università. Al convegno però non si parlerà soltanto di ricerca. I ricercatori, infatti, si soffermeranno, soprattutto nell’ultima sessione, anche sugli aspetti legati alle applicazioni, ormai sempre più numerose. I sensori possono essere
impiegati in una grande varietà di campi per il monitoraggio e la gestione efficiente:
dall’ambiente alla fauna, dalle infrastrutture pubbliche agli edifici, dai sistemi di trasporto intelligenti al controllo dei processi industriali e dei sistemi di domotica assistenziale. Carta vincente sono senz’altro i costi contenuti e la flessibilità delle soluzioni, ma molto c’è da fare ancora per garantire l’affidabilità delle trasmissioni e una sufficiente autonomia del sistema. Questioni su cui si concentra l’attenzione dei ricercatori.
La conferenza internazionale (9th European Conference on Wireless Sensor Networks, EWSN 2012) promossa dall’Università di Trento (e, in particolare, dal Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, DISI) è infatti un vero e proprio evento di riferimento per l’Europa e uno dei più importanti in ambito internazionale. I lavori proseguiranno anche nel pomeriggio di oggi, 16 febbraio,dalle 15.30 presso l’edificio Nord della Fondazione Bruno Kessler, sempre a Povo, con la sessione speciale, dedicata alla presentazione di poster e di dimostrazioni di sistemi, applicazioni e prototipi.

Il programma scientifico, selezionato dal responsabile scientifico Gian Pietro Picco (DISI) insieme a Wendi Heinzelman (Università Rochester, USA), prevede sedici presentazioni da altrettanti ricercatori provenienti da tutto il mondo, oltre a una relazione dell’ingegnere elettronico Peter Corke (Università Queensland, Australia) che si terrà nell’aula magna del Polo Scientifico e Tecnologico “Ferrari”.
Una sessione speciale con oltre quaranta contributi si terrà invece nell’edificio che ora ospita il centro Trento RISE. Coordinata da Amy Murphy (Fondazione Bruno Kessler) e Thiemo Voigt (SICS, Svezia), sarà focalizzata sulla presentazione di poster e di dimostrazioni di sistemi e applicazioni prototipali.
Ad accompagnare le giornate del convegno anche la presenza del mondo industriale con quattro aziende, fra cui la trentina 3TEC, che dimostreranno ai partecipanti i loro sistemi in altrettanti stand.
La conferenza internazionale è organizzata in collaborazione con Telecom Italia e Trento Rise e con il supporto di 3TEC e SAP.
Per maggiori informazioni sulla conferenza internazionale:
http://ewsn12.disi.unitn.it/

Un esempio di possibile applicazione dei sensori: la Torre dell’Aquila a Trento che i sensori possano essere utili nel campo della tutela della cultura, dell’arte e degli edifici di pregio lo testimonia un progetto condotto da ricercatori di Università e Fondazione Bruno Kessler, che ha messo sotto osservazione uno tra i simboli più conosciuti e amati della città di Trento: la Torre dell’Aquila, che chiude a sud est il complesso del Castello del Buonconsiglio e ospita uno dei cicli pittorici di soggetto non religioso più belli e preziosi dell’arte tardo medioevale a livello europeo. Per la ricchezza di dettagli e la qualità artistica, gli affreschi in essa contenuti rappresentano
un documento di inestimabile valore per ricostruire uno spaccato della situazione economica, sociale e politica del Trentino fra la fine del 1300 e l’inizio del secolo successivo. Una pagina importante del passato trentino, che merita la massima cura e protezione dagli agenti atmosferici e che per questo va adeguatamente monitorata e protetta.

Da alcuni anni i ricercatori monitorano il comportamento strutturale della torre, utilizzando una rete di sofisticati sensori senza fili per rilevare ogni minima vibrazione, deformazione e variazione di temperatura che possa compromettere la struttura e, di conseguenza, gli affreschi. In particolare, accelerometri triassiali registrano le vibrazioni ad ogni livello, dalla base, su fino ai 31 metri di altezza della
torre. Il rilevamento delle deformazioni, è affidato invece a innovativi sensori a fibre ottiche, sviluppati dall’Università (Giovanni Soncini). Tutti i dati raccolti vengono trasmessi dai sensori stessi in tempo reale, utilizzando software e protocolli di comunicazione progettati dai ricercatori del DISI e di FBK appositamente per questa applicazione. La mole di dati raccolti è notevole: ad esempio i sensori di vibrazione generano fino a 12mila campioni in un solo minuto. Tuttavia, i nodi sensori sono di ridotte dimensioni, quindi non invasivi, e alimentati a batteria. La soluzione software elaborata dai ricercatori consente di ovviare alla limitata durata della batteria, consentendo un’autonomia superiore a un anno. La pubblicazione, l’elaborazione e l’archiviazione dei dati via Internet permette ai ricercatori, che analizzano i dati raccolti, di lavorare a distanza e di rendere le informazioni disponibili anche ad un
pubblico più vasto.
Il progetto, cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca come Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale, è frutto della stretta collaborazione tra i dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Strutturale (DIMS – Paolo Zanon e Daniele Zonta) e di
Ingegneria e Scienza dell’Informazione (DISI – Gian Pietro Picco) dell’Università di Trento con l’unità Embedded Systems della Fondazione Bruno Kessler (Amy Murphy) e con TRETEC S.r.l. (Michele Corrà), spin off dell’ateneo. Naturalmente sono state fondamentali la collaborazione e il grande interesse manifestati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e dal Museo Castello del Buonconsiglio.
Molte le possibilità di applicazione della innovativa rete di sensori wireless testata sul campo nella torre. «Il sistema di monitoraggio che abbiamo messo a punto – aggiunge Gian Pietro Picco del DISI – può essere impiegato non solo su altri edifici di elevato interesse storico e artistico, ma anche per monitorare la stabilità di altre costruzioni civili, quali ponti e infrastrutture, e ha ovvie applicazioni in chiave antisismica. In questi e altri campi, la flessibilità derivante dall’assenza di cavi e dalle ridotte dimensioni dei dispositivi, rende le reti di sensori wireless una soluzione assai vantaggiosa».

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