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22 marzo 2012

Casi di bullismo a Fiumicino

Il bullismo sta diventando ormai pane quotidiano nella società odierna: sempre di più sono i giovanissimi a essere protagonisti, loro malgrado, di atti di violenza gratuita da parte di coetanei, compagni di classe o di scuola. è infatti proprio all’interno della scuola che sempre più spesso si verificano queste tristissime vicende.

Due di queste sono accadute nell’istituto alberghiero Paolo Baffi di Fiumicino. Le vittime, due quindicenni entrambi disabili.

Il primo ragazzo è stato preso di mira da alcuni suoi compagni di classe, senza alcun motivo valido a giustificare un tale accanimento: i bulli hanno infatti legato il giovane a una sedia lasciandolo nella toilette a chiedere aiuto, fino a quando alcuni studenti del quarto anno non hanno udito le grida del ragazzo e sono intervenuti per liberarlo.

I colpevoli del misfatto sono quindi stati messi di fronte alle loro reponsabilità e chiamati a dare spiegazioni davanti a tutto il corpo docente e agli altri compagni di classe.

L’altro quindicenne vittima di una storia simile, frequentava invece un’altra sezione dello stesso istituto e subiva continuamente intimidazioni, minacce e percosse a tal punto che i genitori si sono visti costretti ad agire presentando un esposto.

“Già dai primissimi giorni di frequenza nostro figlio è stato importunato e percosso da compagni di classe. Gli stringevano le mani al collo, come per soffocarlo. Prima delle vacanze di Natale, poi, gli hanno tirato il diario in faccia lasciandogli un vistoso ematoma. E infine il 9 marzo, davanti a una professoressa, gli hanno detto che lo avrebbero aspettato fuori scuola per gonfiarlo di botte. Tutto senza motivo.” Questo è ciò che hanno dichiarato i genitori del ragazzo.

La scuola è prontamente intervenuta contro i colpevoli, decidendo per la loro sospensione e per l’obbligo di svolgere attività di assistenza ad alcuni ragazzi disabili della scuola.

Roberto Tasciotti, preside dell’istituto, ha commentato quanto accaduto dicendo: “Certo, non sono situazioni che possono far piacere ma, data l’età, piuttosto che di bullismo parlerei più di giochi che degenerano in episodi di prepotenza. Non vogliamo sottovalutare, tanto è vero che abbiamo preso provvedimenti. Ma va pure detto che nel caso del ragazzo legato con il nastro adesivo, c’è stata una riconciliazione generale e i compagni di classe hanno sciolto la tensione dandosi appuntamento per una pizza tutti insieme”.

Si spera che episodi del genere non avvengano più in quest’istituto dove di violenza se ne è già vista abbastanza. Ma il fenomeno del bullismo è duro da debellare.

Contro di esso combatte anche l’associazione Acis, fondatrice del Premio Città di Fiumicino-Contro tutte le mafie, che ha realizzato un cortometraggio dal titolo “Ora parlo io! Non ho più paura”, per sensibilizzare i giovani e non su questo purtroppo dilagante fenomeno.

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