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29 marzo 2012

Gherush92 contro la Divina Commedia nelle scuole

Studiando la Divina Commedia i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti”.  

Questa l’affermazione di Gherush92 contro la Divina Commedia di Dante Alighieri.

Ma che cos’è Gherush92? Gherush92 Comitato per i diritti umani è un’organizzazione non governativa no profit, che si occupa della realizzazione e della rielaborazione di ricerche, studi e progetti relativi ai diritti umani e alle varie tematiche connesse. Ha anche ottenuto lo status di consulente speciale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Ebbene, quest’organizzazione non governativa ha recentemente dato il via a un’infuocata polemica il cui oggetto in questione era nientedimeno che il sommo poeta Dante e la sua opera più celebre, la Divina Commedia. Gherush92 ha infatti inveito contro lo studio di questa nelle scuole: studio che risulterebbe inappropriato, in quanto l’opera sarebbe, a detta dell’organizzazione, discriminatoria e razzista e non solo verso il popolo ebraico. Insomma violerebbe la tutela dei diritti umani.

Valentina Sereni, presidente dell’associazione, ha spiegato: “La Divina Commedia presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all’antisemitismo e al razzismo”.

Continua inoltre citando degli esempi a riprova della critica mossa: “Nel canto XXVIII dell’Inferno Dante descrive le orrende pene che soffrono i seminatori di discordie, cioè coloro che in vita hanno operato lacerazioni politiche, religiose e familiari. Maometto è rappresentato come uno scismatico e l’Islam come un’eresia. Al Profeta è riservata una pena atroce: il suo corpo è spaccato dal mento al deretano in modo che le budella gli pendono dalle gambe, immagine che insulta la cultura islamica. Alì, successore di Maometto, invece, ha la testa spaccata dal mento ai capelli.

L’offesa è resa più evidente perché il corpo di Maometto è paragonato ad una botte rotta, oggetto che contiene il vino, interdetto dalla tradizione islamica. Nella descrizione di Maometto vengono impiegati termini volgari e immagini raccapriccianti tanto che nella traduzione in arabo della Commedia, del filologo Hassan Osman, sono stati omessi i versi considerati un’offesa.”

Ma non è tutto: anche lo stesso Giuda descritto da Dante, rappresenterebbe Giuda dei Vangeli, fonte dell’antisemitismo, così come anche gli omosessuali, quindi i sodomiti di cui parla il poeta, sarebbero discriminati all’interno dell’opera.

Valentina Sereni spera quindi che siano presi dei seri provvedimenti al riguardo: “Non invochiamo né censure né roghi  ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità, che nella Commedia vi sono contenuti razzisti, islamofobici e antisemiti. L’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L’arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti.

Per questo motivo chiediamo di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti”.

Ma le attese di Gherush92 sembrano essere state deluse dalle parole del ministro dell’istruzione Francesco Profumo, che contro le rivendicazioni dell’associazione ha dichiarato: “Non sussiste alcun rischio che lo studio dell’opera di Dante possa essere eliminata dalla didattica delle scuole.

Il contesto didattico rappresenta la sede ottimale per divulgazione del messaggio culturale che il Sommo poeta comunica. In particolare si evidenzia che il decreto ministeriale 211 del 7 ottobre 2011 con cui vengono individuate le competenze dello studente al termine del percorso liceale, prevede lo studio intensivo della Divina Commedia, quale opera decisiva per il costituirsi dell’intera cultura italiana. Ovviamente tale studio si concentra sugli aspetti artistico-culturali dell’opera e tiene conto del contesto storico nel quale la stessa fu prodotta. Gli studenti, guidati dall’insegnante, sono cosi’ in grado di leggere il testo con la necessaria consapevolezza critica”.

 

 

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