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26 marzo 2012

I futuri ‘filosofi’ dell’Università di Macerata ideano giochi da presentare alla Clementoni

L’Università degli studi di Macerata continua a mantenere alta la sua attenzione verso l’integrazione tra studio e realtà lavorativa presentando il risultato di un progetto che ha visto protagonisti gli studenti del corso di Psicologia dello sviluppo presso il corso di laurea di Filosofia dell’ateneo maceratese.

Tutto ha avuto inizio lo scorso anno accademico grazie all’interesse della professoressa Paola Nicolini che ha proposto ai suoi studenti frequentanti – iscritti sia a Filosofia che a Servizi sociali – di ideare dei giochi che potessero contribuire allo sviluppo, nei bambini tra i 3 e gli 11 anni, di una delle nove intelligenze multiple individuate da Howard Gardner. Oltre allo studio in singoli gruppi, ogni lavoro in corso è stato presentato a più riprese anche ai colleghi degli altri team di sviluppo, con lo scopo di perfezionare le diverse proposte attraverso feedback e consigli.

La professoressa Nicolini, oltre a rendere partecipi i giovani studenti dei risultati dei suoi studi sulle teorie di Gardner e sulle sue possibili ricadute nell’educazione infantile, ha fornito loro il successivo contatto con l’importante azienda di giochi per ragazzi Clementoni – nota in Italia e nel mondo e famosa soprattutto per la sua linea Sapientino dedicata a bambini in età scolare con l’intento di sostenerne gli apprendimenti giocando – per la quale lei stessa è consulente da diversi anni.

Il dott. Pierpaolo Clementoni si è quindi reso disponibile per la presentazione in azienda dei progetti dei ragazzi, ragazzi che ha ascoltato dopo aver illustrato loro i criteri che la Clementoni adotta nella valutazione della commercializzazione di un prodotto di gioco. Come ha tenuto a sottolineare la professoressa Paola Nicolini, in questa speciale occasione è stato dato modo agli studenti di “comprendere la reale fattibilità dei loro progetti”, nel caso specifico “in termini di gusti del pubblico, sostenibilità economica della produzione, allineamento alla tradizione e necessità di innovazione, investimenti, ecc.”

Il confronto tra studenti e azienda ha messo in evidenza come uno degli aspetti principali dei sei giochi presentati, malgrado avessero ciascuno lo scopo di sollecitare specifiche abilità afferenti ai diversi tipi di intelligenza – interpersonali e relazionali, spaziali, musicali, corporee e di movimento, filosofiche, naturalistiche -, sia un tipo di dimanica ludica fondata più sulla cooperazione tra i partecipanti piuttosto che la competizione. Una novità, rispetto ai giochi cui si è tendenzialmente abituati, che crea un valore aggiunto a cui il mercato dei consumatori e degli acquirenti si sta dimostrando piuttosto sensibile.

Come evidenziato dalla professoressa Nicolini, questo incontro dimostra ancora una volta come la peculiare capacità dell’Università degli studi di Macerata sia quella di “essere un polo umanistico che guarda all’innovazione e lavora con lo sguardo al futuro, anche dei nostri giovani.”

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