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11 marzo 2012

I giovani contro le mafie. Università “Gabriele d’Annunzio”

“Percorsi per la Legalità”. Lunedì 12 Marzo 2012, ore 10.00.

Così è denominato l’importante evento che avrà luogo nell’Auditorium del Rettorato dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Un appuntamento ricorrente che si svolge ogni anno.

A Chieti, tutti gli esponenti dei movimenti e delle associazioni impegnati per la legalità e contro le mafie. “Insieme per…” è il filo conduttore della giornata. Dove ciascuno potrà dare il proprio contributo di idee e di esperienze.

A quasi tre anni dal lacerante terremoto de l’Aquila, lontani da quella notte che vuole essere dimenticata ma che non può e non deve essere dimenticata, si susseguono notizie su inchieste, incriminazioni, avvisi di garanzia a soggetti coinvolti a vario titolo nella ricostruzione post-terremoto. Altre inchieste riguardano più da vicino le famiglie mafiose, appartenenti alla ‘ndrangheta e al clan dei casalesi, nonché a qualche diramazione di cosa nostra.

L’Abruzzo non è terra di mafie, anche se le mafie sono arrivate ben prima del terremoto, favorito da un sistema di corruzione, situazione che ha interessato per lungo tempo parti della politica regionale e nazionale.

Un anno fa l’Aquila si è impegnata, attraverso una fiaccolata di 20 mila cittadini, a chiedere alle Istituzioni l’avvio della cosiddetta “ricostruzione pesante” nella città, tutt’ora puntellata e tutt’ora spettrale.

Proprio durante quella situazione fu portato all’attenzione degli stessi aquilani il libro “L’AQUILA” del Senatore Giuseppe Lumia della Commissione Parlamentare Antimafia e del Giornalista e Scrittore calabrese Orfeo Notaristefano.

In questo libro l’Aquila e l’Abruzzo di oggi, il dramma dei crolli, la disperazione di chi è rimasto senza casa, il disincanto degli aquilani, la costruzione del centro storico, che di fatto non è ancora partita. Nel libro è tangibile e concreta la tragedia del terremoto e del post-terremoto.

Concludo l’articolo lasciando un passo del suddetto libro con il quale riflettere:

“Una regione strangolata da uno sciagurato sistema politico, ben prima del terremoto del 2009. Un governo nazionale che ha fallito in legalità, trasparenza e approccio alla riedificazione. Ecco perché affaristi, ‘ndraghtisti, camorristi e mafiosi si sono potuti infiltrare nella ricostruzione. Sviluppo e legalità per l’Abruzzo. Senza mafie e senza corruzione”.

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