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25 marzo 2012

Terabit al secondo: arriva l’internet del futuro per tutti

Terabit al secondo
Terabit al secondo

Terabit al secondo

Arriva il terabit al secondo? Quando e come funziona questa nuova velocità di connessione ad internet? Ecco i dettagli.

Un giorno, in un futuro non troppo lontano, riusciremo a scaricare nel nostro computer centinaia di film in meno di un secondo.

Si tratta di un sogno che presto si potrà avverare grazie ai ricercatori della Scuola Sant’Anna di Pisa che in collaborazione con il Cnit, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, e con la multinazionale Ericsson, hanno dato vita ad una connessione super veloce da 1000 Gigabit al secondo (1 Terabit/sec).

Eppure, i ricercatori del Sant’Anna come si legge in una nota apparsa sul sito dell’ateneo non sono del tutto nuovi ai record; i 448 Gigabit al secondo su fibra ottica erano stati il loro primo successo. Si tratta di velocità straordinarie, basta pensare che nelle comuni linee ADSL i dati viaggiano tra i 7 e i 20 megabit al secondo.

La sperimentazione della velocità della nuova linea in fibra ottica è stata effettuata con successo in Spagna, nella rete del gestore Telefonica, tra Granada e Jaen. Il traffico di dati è stato trasmesso senza problemi fino ad una distanza di circa 300 chilometri.

Giancarlo Prati, direttore dell’istituto di Tecnologie della Comunicazione dell’Informazione e della Percezione (TeCIP) della scuola Sant’Anna, afferma: “Non servono insomma nuove infrastrutture, basta un upgrade dell’esistente perché abbiamo messo a punto un sistema di compressione nella trasmissione delle informazioni in modo da utilizzare spazi molto ristretti di banda”.

E questo sistema di cui parla il prof. Prati è stato presentato pochi giorni fa a Los Angeles durante la maggiore esposizione internazionale del settore: “Optical Fiber Communication Conference and Exposition and the National Fiber Optic Engineers Conference” (OFCNFOEC 2012). L’esperimento condotto sulla rete spagnola e i nuovi risultati ottenuti in laboratorio hanno confermato il ruolo di eccellenza dell’Italia nel settore delle telecomunicazioni.

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