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27 marzo 2012

Marina Cvetaeva: folklore, mito, poesia

“A passi di cometa. Marina Cvetaeva tra folklore, mito e poesia”. Questo il titolo dell’incontro, dedicato a una delle voci più originali e complesse della poesia russa del ‘900, che si terrà all’Università di Udine giovedì 29 marzo, dalle 14.30, nella sala Gusmani di palazzo Antonini a Udine.

Interverrà Marilena Rea, dell’Università di Siena, studiosa ed esperta traduttrice dell’opera della Cvetaeva. L’intervento sarà accompagnato dalla lettura di passi in prosa e in poesia eseguita dall’attrice Rossana Valier e dagli studenti di russo dell’Ateneo friulano. Sullo sfondo le musiche e le luci curate da Marco Gonella. Nel corso del pomeriggio (dalle 16.30 circa) sarà proiettato il film-documentario Passions of Marina del regista Andrej Osipov.

L’incontro è organizzato dal dipartimento di Lingue e Letterature straniere su iniziativa dei docenti di russo. «L’appuntamento è rivolto a tutti – sottolinea la coordinatrice, Raffaella Faggionato – dal pubblico interessato alla poesia, e alle problematiche legate alla traduzione, agli studenti russisti».

Nell’opera di Marina Cvetaeva (1892-1941) le istanze formali delle avanguardie degli anni ‘20, in particolare del costruttivismo, si coniugano a una sensibilità lirico-romantica. «Creatrice di sempre nuove maschere linguistiche – spiega Faggionato, docente di Letteratura russa – attinge immagini, ritmi e simboli dal ricco bagaglio culturale del folclore russo come dalla mitologia classica». Alle sue molte raccolte poetiche si affiancano poemi-fiabe quali “Lo zar-fanciulla” o “Il prode”, tragedie quali “Fedra” e “Arianna”, prose e saggi. Famoso l’epistolario con gli amici-poeti Rainer Maria Rilke e Boris Pasternak. Vissuta in esilio tra il 1922 e il 1939, prima in Germania, poi in Cecoslovacchia e Francia, la Cvetaeva rientra in Unione Sovietica per ricongiungersi alla famiglia. Muore suicida nel 1941.

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