• Google+
  • Commenta
4 marzo 2012

Mecenatismo, i docenti denunciano: “Italia fanalino di coda”

In Italia è sempre più difficile essere mecenati, soprattutto per i privati cittadini”. A lanciare l’allarme è Luciano Segreto, docente di storia economica della facoltà di scienze politiche di Firenze.  Eppure all’estero la situazione è molto diversa, basti pensare a quello che è successo al Louvre dove due anni fa i cittadini hanno risposto in massa all’appello per contribuire alla raccolta fondi necessaria per acquistare l’opera “Le tre grazie” di Cranach.

Grazie al rapido tam tam dei media, in meno di un mese 5000 cittadini hanno messo insieme il milione di euro che mancava per acquistare il dipinto, nelle mani di un privato.

Questo perché i cittadini  – ha spiegato Segreto, durante  il convegno “Mecenatismo e sponsorizzazioni culturali” che si è svolto cinque giorni fa fra le mura di Palazzo Vecchio a Firenze – si sentono investiti di una missione complessiva e hanno a cuore il loro patrimonio storico e artistico”.

I numeri parlano chiaro. “Nel 2010 – ha spiegato il docente fiorentino – le sponsorizzazioni hanno superato appena i 58 milioni di euro, andati per il 56% al settore dello spettacolo e il resto alla cultura”. Un dato non certo rassicurante se confrontato con i 150 di euro messi a disposizione dalla Germania, i 740 dell’Inghilterra o i 380 milioni di euro della Francia.

La situazione e’ piu’ o meno analoga a livello normativo e, mentre in questi Paesi il mecenatismo e le sponsorizzazioni sono incoraggiati con provvedimenti ad hoc ed interventi legislativi mirati, da noi la vicenda del Colosseo, ha osservato il professor Manlio Frigo docente di diritto internazionale all’Universita’ degli Studi di Milano, e’ ”la dimostrazione di quanto sia difficile in Italia coniugare intervento pubblico e privato e di come spesso ricorsi anche pretestuosi alle autorita’ amministrative o giudiziarie abbiano per effetto di bloccare qualsiasi iniziativa”.

Claudio Capanni 

Google+
© Riproduzione Riservata