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27 marzo 2012

Olimpiadi 2012: sì ai social network ma con l’inganno

La 30esima edizione dei Giochi Olimpici, che si terrà a Londra dal 27 luglio al 12 agosto 2012, ha già avuto modo di far parlare di sé, con riferimento ad un decalogo, fatto circolare tra gli atleti e gli addetti ai lavori, che spiega le limitazioni per l’utilizzo dei social network.

La paura che qualche atleta possa lasciarsi scappare dei commenti con riferimento alle strutture Olimpiche o alle gare è forte, visti anche i famosi precedenti dei giocatori NBA assidui utilizzatori di Twitter anche a match in corso. Per evitare ciò si è pensato di stilare un decalogo, “Linee guida social media, blogging e Internet CIO per i partecipanti e altre persone accreditate ai Giochi Olimpici di Londra 2012”, che disciplini l’uso dei social network fuori e dentro il villaggio Olimpico.

Anche se il primo paragrafo si apre con un invito dello stesso Comitato Olimpico a utilizzare i social network: “Il CIO incoraggia attivamente e appoggia gli atleti e altre persone accreditate ai Giochi Olimpici a partecipare ai ‘social media’ e parlare delle proprie esperienze tramite i blog”, basta scorrere qualche rigo per capire come agli atleti e alla tecnologia siano state tappate le ali: qualunque informazione che trapelerà dal villaggio Olimpico, infatti, dovrà riguardare essenzialmente le impressioni di ogni singolo atleta, dovrà essere scritto in prima persona e strutturato come un vero e proprio diario di viaggio, assolutamente vietati ogni tipo di commento giornalistico: “… non devono riportare notizie sulle competizioni o commenti sulle attività di altri partecipanti o persone accreditate, o pubblicare qualunque informazione di tipo confidenziale o privato a proposito di qualsiasi altra persona o organizzazione”, sia che si parli di blog o di tweet.

Gli stessi atleti non potranno condividere fotografie che ritraggono altri atleti o persone accreditate, previo consenso degli stessi, così come non sarà permesso pubblicare video, che potranno però essere utilizzati a scopo personale. In tutto ciò il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) si è riservato il diritto di procedere penalmente contro tutti coloro che contravverranno alle regole, imponendo: “… una Take Down Notice (notifica imponibile legalmente che obbliga a togliere qualcosa da un sito)” e ulteriori sanzioni.

Niente Twitter e Facebook, quindi, alle Olimpiadi che avrebbero dovuto sancire l’ingresso dei nuovi media e dei social network nel mondo dello sport. Un controsenso anacronistico che lascerà sicuramente strascichi polemici alle sue spalle tra i giornalisti e gli atleti stessi, sempre più protagonisti grazie anche alla pubblicità derivata da Twitter e Facebook.

Lo stesso CIO sembra non cogliere il possibile aumento di appeal nei confronti di una “Olimpiade interattiva”: tutti abbiamo sognato, almeno una volta nella vita, di essere anche solo virtualmente tra le mura del villaggio Olimpico a contatto con gli atleti. Vietando i tweet e Facebook non si farà altro che aumentare la distanza tra un mondo che per molti resta un sogno e gli atleti, che vivono del sostegno dei loro tifosi. Si finirà per limitare quello che è il vero spirito olimpico.

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