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27 marzo 2012

Sciascia e Quasimodo fuori dal programma: è una bufala

Ve lo ricordate quando qualche anno fa l’ex Ministro dell’Istruzione Moratti fu accusata di aver tolto volutamente dal programma scolastico da studiare, Darwin e la teoria dell’evoluzione? Una bufala. Una bufala tale da essere ricordata dopo tanti anni.

Oggi parliamo di un’altra bufala: SciasciaQuasimodo si staranno facendo quattro risate a vedere come la burocrazia scolastica italiana a volte vacilla pericolosamente. Vacilla a tal punto che c’è stato bisogno di interpellare il Ministro dell’Istruzione Profumo per chiarire che “le scuole sono autonome e ai docenti è garantita la libertà d’insegnamento. SciasciaQuasimodo fuori dai programmi? Notizia del tutto infondata”.

Vengono così finalmente smentite autorevolmente le voci che in questi giorni circolavano sul web e per le strade italiane, secondo le quali autori così importanti del ‘900 come SciasciaQuasimodo sarebbero stati esclusi dal programma scolastico.

Il Ministro spiega, infatti, che “è vero che nei programmi sono citati i nomi di alcuni autori della letteratura italiana del secolo scorso, ma si tratta semplicemente di esempi, per di più riferiti al secondo Novecento cui spesso il Ministero stesso è stato accusato di non dare il giusto rilievo”.

Profumo, poi, per tagliare la testa al toro, sottolinea anzi che “non si è voluto a suo tempo fornire una lista di autori, che peraltro non sarebbe potuta essere esaustiva in ogni caso e che le Indicazioni favoriscono la sperimentazione e lo scambio di esperienze metodologiche e valorizzano il ruolo dei docenti e delle autonomie scolastiche nella loro libera progettazione; le Indicazioni si limitano volutamente all’essenziale in modo da consentire a ogni insegnante di costruire un percorso di studi nella piena libertà del proprio ruolo. D’altronde, questa impostazione ha avuto l’avallo di studiosi d’indubbia competenza come Francesco Sabatini, Nicoletta Maraschio e Luca Serianni.

Sciascia, Quasimodo, Darwin, vi prego: scusateci, noi ce la mettiamo tutta, ma l’uomo è un essere umano, e in quanto tale sbaglia.

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