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7 marzo 2012

Scuola: Obbligatorio l’inno di Mameli

  Scuola: l’inno di Mameli diventerà obbligatorio. È questa la proposta della commissione Cultura alla Camera, proposta che per ora sembra trovare l’assenso di tutte le forze politiche ad eccezione della Lega.

 “Far cantare o suonare l’inno di Mameli nelle scuole prima dell’inizio delle lezioni è come leggere il Corano al posto del Vangelo in chiesa. Prima bisogna ripartire dalla storia e dalla cultura vera di questo Paese, che è fatto di un’infinità di ricchezze dimenticate e confluite nel contenitore dello stato italiano solo da 150 anni.”

Queste le parole del coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, Lucio Brignoli, che aggiunge: “Solo quando si ha la consapevolezza del passato, è possibile pensare ad un eventuale confronto. La scuola insegni prima di tutto la ricchezza dell’età dei Comuni, il significato delle bandiere regionali, la peculiarità delle lingue locali, gli eroi e i patrioti dimenticati, la vera storia della Serenissima come pure del Regno delle Due Sicilie. Altrimenti siamo alla riedizione dei Balilla 2.0: sarebbe farsesco!”

Il ministro continua dicendo: “è ormai evidente come la maggioranza che sostiene il governo Monti rappresenti il centralismo più becero di questo paese: che ruba i soldi dai Comuni del Nord, che cancella ogni traccia di federalismo e che scarica il costo di tutto questo sui lavoratori della Padania. Vogliono usare il tricolore per coprire queste vergogne, ma hanno sbagliato strategia”.Il coordinatore federale ha inoltre annunciato l’apertura di un gruppo facebook, “Noi non cantiamo l’inno di Mameli”, contrario alla suddetta iniziativa del Governo, coadiuvato da Alberto Ribolla, coordinatore del Movimento Universitario Padani.

Ottimista è invece la relatrice della proposta Paola Frassineti (Pdl), che afferma: ”Siamo vicini al via libera, attendiamo il parere della commissione Affari Costituzionali e poi chiederemo la legislativa per velocizzare i tempi”. Mentre Umberto Bossi così replica alla proposta di rendere obbligatorio l’inno di Mameli nelle scuole: “Spero che i miei figli non lo cantino”.

Insomma, una questione che potrebbe diventare più spinosa di quanto non sembri.

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