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13 marzo 2012

Turchia: riforma scolastica di Erdogan

Il premier islamico Recep Tayyip Erdogan  è riuscito a far approvare dalla Commissione una proposta di riforma della scuola, che secondo l’opinione dell’opposizione, servirebbe soltanto a spingere i bambini nelle scuole coraniche e le bambine verso l’isolamento domestico.

La riforma in questione si propone infatti di prolungare di otto anni la scuola dell’obbligo attraverso la creazione di tre cicli di quattro anni comprendenti anche le superiori.

 

Tuttavia, il partito di opposizione si scaglia contro la possibilità di lasciare la scuola dell’obbligo già dopo il ciclo elementare per entrare negli istituti per predicatori islamici: gli Imam Hatip Lisesi, in uno dei quali si è formato anche lo stesso Erdogan.

Ma non è soltanto l’opposizione a battersi contro questa proposta scolastica. I sindacati della scuola e la stampa laica sottolineano soprattutto la possibilità delle famiglie povere o più osservanti di tenere a casa le figlie femmine dopo le medie: tutto ciò sembrerebbe  sviluppare coerentemente  il progetto dello stesso Erdogan di voler formare “una gioventù più religiosa”.

Oltre alla proposta riformatrice vera e propria, a destare scalpore è stato anche il clima che ha accompagnato la discussione e l’approvazione di tale riforma: hanno fatto il giro del mondo video contenenti scene di pura violenza, che mostrano calci, pugni, lanci di bottiglia e parolacce tra i deputati turchi. Il bilancio è stato di alcuni politici feriti e un cameramen che ha riportato ferite alla testa.

Una macchia nera della storia della democrazia” ha commentato Kemal Kilicdaroglu, leader del Chp (l’opposizione socialdemocratica). Il partito ha annunciato la sua volontà di bloccare il testo della riforma in aula, dove tuttavia Erdogan gode di una larga maggioranza.

Insomma, un vero e proprio scontro ideologico tra la laicità imposta al Paese dal suo fondatore Kemal Ataturk e l’islam che si fa strada sotto la guida di Erdogan.

 

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